È Venerdì Santo e a Tonara la chiesa di S. Gabriele è gremita in ogni ordine di posti. La funzione liturgica è finita da qualche minuto quand’ecco che dal portone principale entra uno straordinario e intenso Gesù, impersonato da Marco Floris, uno degli ultimi fabbricanti di campanacci, studi universitari alle spalle. È accompagnato da due soldati ebrei, Gianni Sau e Mario Natale di Thiesi
la celebrazione della Pasqua del Signore è sempre un’occasione propizia per meditare sull’importanza della risurrezione di Gesù dai morti. E ciò per due motivi. Il primo, perché la risurrezione di Gesù dai morti è il fondamento della fede cristiana. Il secondo, perché essa ci indica il modo concreto di vivere e testimoniare la medesima fede cristiana.
Dal 24 febbraio scorso, Nicola Melis, cagliaritano, 34 anni, laurea in ingegneria, ideatore del Cammino 100 torri, insieme a un gruppo di una ventina di amici, diversi dei quali provenienti dalla Penisola, sta percorrendo a piedi il cammino di 1284 km lungo il periplo della Sardegna, di torre in torre. Nicola ha messo in piedi un’associazione, ha creato una pagina facebook e un sito web con tutte le indicazioni sul percorso e l'hashtag #cammino100torri. Abbiamo chiesto a don Ignazio Serra, incaricato diocesano e regionale per la Pastorale del Turismo e Tempo libero, di parlarci del progetto che spinge un gruppo di persone a dedicare due mesi della loro vita a un'iniziativa totalmente nuova nel panorama turistico regionale.
Iniziative culturali ed esperienze di vita, in Sardegna, a Firenze e a Barcellona. I ragazzi del liceo di Ghilarza raccontano se stessi e il loro territorio
Il 21 marzo, come ogni anno, si è celebrata la Giornata Mondiale della Sindrome di Down. La data è stata scelta dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 2011 per correlarla alla particolare numerazione cromosomica delle persone Down: il 21 indica il cromosoma alterato. Il tema di quest’anno è Il mio contributo alla società, scelto per dimostrare che le persone con disabilità sono una risorsa importante e devono dare il loro contributo alla comunità