L'aula magna della Scuola Superiore di Mediazione linguistica UniKoinè di Oristano ha ospitato, sabato 21 febbraio, il convegno dal titolo La guida archeologica oggi: tra sapere e narrazione. Senso, sfide e prospettive di una professione in trasformazione, nel quale si è riflettuto sulla figura della guida turistica alla luce delle nuove tecnologie che impongono il rinnovamento della propria figura professionale per non rischiare di essere scavalcata e perdere la propria essenza: quella di mediatrice tra passato e società odierna, tra memoria e attualità.
* di Rita Valentina Erdas
Ad aprire i lavori, mons. Roberto Carboni che, nel salutare i convenuti, ha apprezzato il tema del convegno anche in relazione al corso di studi in Mediazione linguistica che ha, tra le varie discipline, anche la cultura, la storia e l'archeologia del territorio. Dopo i saluti istituzionali, moderati da Antonio Leoni, docente di UniKoinè, hanno preso la parola: Anna Depalmas, professoressa ordinaria di Preistoria e protostoria all’Università degli Studi di Sassari; Laura Pisanu, PhD in Arte all’Università di Melbourne; Barbara Panico, direttrice del Museo civico di San Vero Milis; Anthony Muroni, presidente della Fondazione Mont’e Prama.
Dagli interventi dei relatori è emerso come la guida turistica in Sardegna sia una figura molto stimata dai turisti, i quali ne apprezzano la competenza, la professionalità ma, soprattutto la passione, come ha evidenziato la Depalmas, per la quale è necessaria anche una stretta connessione tra chi fa ricerca sul camp e chi è chiamato a raccontarla.
Una professionalità messa in pericolo dalle nuove tecnologie, come guide virtuali, applicazioni per il cellulare create con l'intelligenza artificiale che si sostituiscono alle guide in carne e ossa, offrendo un servizio multilingue e, soprattutto gratis.
Tuttavia, come ha mostrato Laura Pisanu, oltre ai grossolani errori, mancano dell'aspetto umano che fa di una visita guidata un momento coinvolgente, oltre che divulgativo, riducendosi a semplici traduzioni. Barbara Panico ha raccontato, invece, la sua esperienza di guida all'interno di un museo e ha spiegato come la professione si sia evoluta acquisendo altre competenze che possono proiettarla verso il futuro. Ha evidenziato come, a fronte di oltre 14 mila patentini rilasciati, il numero non è sufficiente a coprire tutte le richieste, nonostante il recente esame per l'abilitazione (superato solo dal 2% dei candidati per via dei criteri di valutazione).
Antony Muroni ha portato l'esperienza di gestione dei siti del Sinis: dalle recensioni è emerso il gradimento della professionalità, competenza e passione con cui le guide accolgono i turisti e li accompagnano alla scoperta del territorio. In un mondo che cambia rapidamente, la guida non è più solo una voce narrante che accompagna i turisti, ma è parte integrande dei luoghi in cui opera, ne è voce e interprete; per questo è necessario comunicare l'archeologia, l'arte e la storia del territorio con un linguaggio semplice e adatto a ogni tipologia di visitatori, integrando ricerca e rigore storico adeguandosi e interagendo con i nuovi strumenti digitali.
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