L’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Oristano esprime profonda indignazione per la sistematica distruzione di ospedali e presidi sanitari nella Striscia di Gaza e per le vittime tra civili, pazienti e personale sanitario.
Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, oltre metà delle strutture ospedaliere a Gaza non è più in grado di funzionare. Le immagini di neonati senza incubatrice, medici costretti a operare senza anestesia, ambulanze bombardate non sono solo cronaca: sono ferite aperte inflitte all’umanità intera. Il Diritto Internazionale Umanitario stabilisce in modo inequivocabile che strutture e operatori sanitari, ambulanze e farmacie devono essere rispettati e protetti. Colpirli significa violare la più elementare regola di civiltà.
Tra le vittime vi sono migliaia di bambini: i più indifesi, che non possono e non devono mai essere considerati “danni collaterali”. Allo stesso modo, gli ostaggi civili devono essere liberati senza condizioni: nessun essere umano può essere privato della libertà o usato come strumento di guerra.
Il Codice di Deontologia Medica ci ricorda che il compito del medico è prendersi cura di ogni persona, senza alcuna discriminazione, tutelandone la vita e la salute in ogni circostanza, indipendentemente da torti, ragioni o appartenenze.
Per questo l’Ordine di Oristano:
Come comunità professionale, ribadiamo con forza che i medici non sono e non devono mai essere parte del conflitto. Sono parte della cura, della speranza e della vita.
CLICCA QUI Per aderire al flash mob

E' sempre tempo per abbonarsi a L'ARBORENSE
Approfitta delle nostre promozioni: con soli 5 euro il giornale a casa tua, tutte le settimane, sino a dicembre 2025.
CLICCA QUI per sapere come fare