Venerdì, 15 Novembre 2019

Progetto1

Cortes Apertas, chiamata anche Autunno in Barbagia, è una manifestazione nata nel 1996 a Oliena. L’intento era valorizzare turisticamente le ricchezze storiche, artistiche, enogastronomiche dell’entroterra...

di Giulio Gaviano

Perciò l’idea di accogliere i visitatori nelle cortes, i cortili delle case antiche, dove esporre i prodotti del territorio, mostrare le abitudini di vita, l’artigianato, le tradizioni. Nel 2019 i paesi aderenti sono diventati 32. Il fine settimana del 9 e 10 novembre 2019 sarà Tiana a mostrarsi al pubblico. Il paesino di 475 abitanti si trova a pochissima distanza dall’esatto centro geografico della Sardegna, nella regione storica della Barbagia di Ollolai. Era una villa del Giudicato d’Arborea e tuttora ricade nell’Arcidiocesi Arborense. L’abitato è incastonato nella valle del fiume Tino, che si incrocia con il fiume Torrei. Tiana è famosa per le gualchiere, che rifornivano di orbace tutta la zona prima della diffusione, nella seconda metà del secolo scorso, dei tessuti impermeabili sintetici. Nel 1846, secondo Vittorio Angius, si contavano diciotto gualchiere e ventuno mulini. Oggi in località Gusabu troviamo il museo di archeologia industriale Le Vie dell'Acqua, costituito da un mulino e due gualchiere, ancora perfettamente funzionanti. Il territorio comunale è coperto per l’85% da boschi: dominano lecci, sughere, castagni e noci. La vegetazione e il clima variano poiché, in questo piccolissimo territorio, c’è un’escursione di quasi 900 metri di altitudine fra i 1267 metri di Bruncu Muncinale  e i 386 dell’invaso Cuchinadorza. I prodotti della tradizione agricola e pastorale sono perciò molto vari, si passa dalle noci, nocciole e castagne alle mele e le olive e poi i cereali e l’uva in su pranu.

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Oltre ai prodotti barbaricini tipici, come le carni, le seadas, i culurzones e il pane carasau, si possono gustare le fruttinas, dolci di pasta di mandorle a forma di frutta, e i tipici fagioli tianesi, detti faitta nel sardo locale. Se ne contano otto varietà:  faitta brent’e monza, faitta capudarza o precoce, faitta a cavanedda, faitta ‘e colore, faitta ‘e Fonne, faitta ‘e duas caras, faitta murra, faitta sorgonesa o bianca.

Nel centro storico di Tiana colpiscono is corzos, i portici che reggono le abitazioni e collegano una via all’altra, per come sapevano ottimizzare gli spazi i maistos de muru utilizzando le pietre e i ciottoli.

L’area di Tiana è una Blue Zone, in cui la speranza di vita è notevolmente più alta rispetto alla media mondiale. Di questo paese era l'uomo italiano più longevo di tutti i tempi: Tziu Antonio Todde, che visse 112 anni e 346 giorni.

Photo credits: Giulio Gaviano

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