Martedì, 23 Ottobre 2018

 

Le nostre comunità, durante l’anno, forse per colpa di un’esagerata quotidianità o di inveterate abitudini, paiono sonnecchiare in un letargo abitudinario. Oppure vivono nello sconforto, causato da problemi enormi, come lo spopolamento, che le fa sentire sull’orlo dell’annientamento o della scomparsa. Durante la stagione estiva, le nostre comunità, anche le più piccole, vivono un effervescente risveglio...

di TOZ

Si esce dal letargo e ci si rivitalizza. Segnale inequivocabile di questo risveglio sono le sagre, gli incontri culturali, i festival, le feste popolari.

Sono soprattutto le feste in onore dei santi a essersi imposte come volano antropologico. Le nostre comunità sono coinvolte in una serie infinita di feste, novene, IMG 6018webprocessioni, sagre e festival: occasioni per stare insieme, per accogliere gli emigrati che tornano a casa e il crescente numero di turisti che scelgono sempre di più, non solo e non tanto le splendide spiagge dell’Oristanese per cercare svago e frescura, ma anche le numerose feste paesane alla riscoperta di valori e tradizioni culturali e spirituali che latitano da tempo nelle grandi città. Le feste dei santi hanno la gradevolissima potenzialità di farci recuperare il nesso col passato, rafforzando l’armonia col presente e proiettandoci in un futuro che potrebbe ancora essere ricco di valori umani e cristiani.

Possiamo ben dire che, nei mesi di luglio e agosto, non c'è giorno che non riservi preziose occasioni di festa e di incontri: le feste dei santi appagano molti bisogni e offrono preziose opportunità di riposo, relax e crescita umana.

Con qualche piccolissima eccezione (come per sant’Ignazio da Laconi e san Giuseppe Calasanzio a Isili) è curioso notare che, in quasi tutte le parrocchie della diocesi arborense, i santi festeggiati sono molto antichi. Pur rimandando a un passato anche molto lontano, in realtà questi patroni e protettori sono percepiti come vicini, e il passato sembra una questione di pochi anni: queste feste sono, infatti, molto sentite e partecipate, mostrano come questi campioni della fede cristiana vengano percepiti come vicini, attuali, contemporanei.

Le parrocchie sentono i santi come facenti parte della comunità in senso ampio e pieno. Altrimenti non si comprenderebbe come per onorare un santo lontano nel tempo si organizzino festeggiamenti così intensi e partecipati. Evidentemente il loro ricordo è vivo e la loro presenza è percepita come reale, tangibile e concreta.

Oltre san Pietro, venerato a fine giugno, tra gli apostoli viene festeggiato soprattutto san Giacomo (a Nuraxinieddu, Nureci, Nughedu, Tonara); tra i martiri sardi sono molto venerati sant’Antioco sulcitano (a Palmas Arborea, Ghilarza, Neoneli); sant’Archelao e san Lussorio (a Fordongianus), san Palmerio (a Ghilarza), il papa Simaco (a Simaxis).

Sono più di cento le feste celebrate in Sardegna il 15 agosto in onore della Madonna Assunta e ben diciotto le parrocchie a Lei dedicate.

Rimedio Faedda 2017 8web

Il suo culto arrivò nell’isola con i bizantini, quando, nei tempi successivi al crollo dell’impero romano, la Sardegna passò sotto il controllo di Costantinopoli. Questo fatto storico portò i monaci bizantini (basiliani) a propagare il culto per alcuni santi orientali la cui venerazione certamente fu portata ai tempi dellimpero dOriente, come i dottori della Chiesa Basilio di Cappadocia (venerato a Samugheo, Desulo e Aritzo), Leone Magno (a Tiana) e Agostino (ad Abbasanta); Costantino imperatore (venerato a Genoni, Samugheo, Siamaggiore) e sua madre sant’Elena (a Genoni e a Tiana); e ancora santa Margherita (a Villaurbana); Ciriaco (a Siamaggiore); Susanna (a Busachi); Maria Maddalena (a Nuragus e a Tramatza); Lucia (a Siamanna e Assolo); san Giorgio (a Ruinas); san Lorenzo (a Villanovafranca e Mogorella). Un culto speciale è riservato agli angeli e arcangeli (Neoneli, Tonara, Aritzo, Silì). Veneratissima anche la madre di Gesù sotto molti e particolari titoli: come de Bonacatu, del Rimedio, de su Nie, de su Carminu.

Nuragus Festa SantElia Arrivo processione alla chiesa campestre web

Ci sono poi alcune figure bibliche assai conosciute e venerate: come Sant’Elia profeta (Nuragus, Nurallao e Barumini), Santa Marta (Gadoni), Sant’Anna e Gioacchino e Maria Maddalena. Sul finire dell’estate a Cabras (il primo fine settimana di settembre) viene festeggiato Gesù Salvatore (santu Srabadoi): all’alba, il simulacro ligneo viene trasportato dalla parrocchia di Santa Maria Assunta, nel centro abitato di Cabras, fino alla chiesetta di San Salvatore di Sinis, nella penisola omonima. Per una strana dicotomia (che non ha niente a che vedere col vero senso della festa) qualcuno ancora preferisce distinguere la festa in due parti: la parte cosiddetta religiosa e quella civile.

scalzi san salvatore gaviano 2016web

Anticamente c’era un’unica festa in onore del santo: certo con manifestazioni e linguaggi differenti, ingredienti diversi e altrettanto importanti per un unico momento di aggregazione, per un momento di riposo, di comunione e di fraternità, tutti elementi indispensabili per un tempo importante e costruttivo di riposo e crescita umana.

Photo credits: Nicola Faedda, Fabio Murgia, Giulio Gaviano, Katia Marotto

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