Oltre un migliaio di giovani hanno risposto all’appello della Pastorale Giovanile e si sono ritrovati nel piazzale della Basilica del Rimedio per poi raggiungere, in pellegrinaggio, la Cattedrale di Oristano. Segnati dal Suo Amore, questo il tema della Giornata, che si è inserita nel cammino della Chiesa in occasione degli 800 anni del transito di San Francesco d’Assisi.
La figura del Santo ha accompagnato l’intera giornata, offrendo ai giovani un modello ancora attuale di vita trasformata dall’amore di Dio. Attraverso i diversi momenti proposti, i partecipanti sono stati invitati a riscoprire il valore dell’incontro con Cristo come esperienza concreta di gioia, libertà e fraternità, lasciandosi ispirare dalla testimonianza di San Francesco, la cui vita – segnata anche dal dono delle stimmate – continua a parlare alle nuove generazioni.
L’arrivo, in Cattedrale, con la croce portata dai giovani, accompagnati dal suono delle chitarre, ha fatto da preludio alla celebrazione eucaristica, presieduta da mons. Antonello Mura, presidente della Conferenza Episcopale Sarda, vescovo di Nuoro e Lanusei, e concelebrata da alcuni vescovi, come mons. Corrado Melis, vescovo di Ozieri e delegato CES per la Pastorale giovanile, mons. Giuseppe Baturi, arcivescovo di Cagliari e Segretario generale della CEI, mons. Mauro Maria Morfino, vescovo di Alghero Bosa, e anche mons. Ignazio Sanna, arcivescovo emerito di Oristano.
Accanto a loro, numerosi sacerdoti e religiosi, insieme ai seminaristi. La liturgia è stata animata dal Coro interdiocesano: giovani della diocesi di Cagliari, Ales -Terralba e Ozieri negli ultimi mesi si sono ritrovati per provare i canti che hanno accompagnato la liturgia, un bel modo di costruire insieme l’animazione liturgica.
Nell’omelia mons. Mura ha preso spunto dal Vangelo, incentrato sull’episodio della risurrezione di Lazzaro, per ricordare ai ragazzi e alle ragazze presenti, così come agli animatori, che Gesù ricorda come lui sia la risurrezione e la vita: prima la risurrezione, poi la vita. È curioso come scelga l’ordine dei termini, forse per dirci quale vita sarebbe, la nostra, senza la risurrezione? Non solo quella finale che ci aspetta, ma anche quella quotidiana, perché è la resurrezione continua e costante che ci fa vivere. Il Signore - ha aggiunto mons. Mura - vuole essere colui che ci riporta in vita, facendoci uscire dalle tombe esistenziali, di tristezza e di delusioni nelle quali spesso ci ritroviamo.
Al termine della celebrazione eucaristica, il delegato regionale di Pastorale giovanile, don Mariano Matzeu, ha ringraziato tutti i presenti, specie i giovani, per aver risposto a un invito rivolto a voi per rilanciare le vostre vite. La pausa pranzo, negli spazi del Seminario arcivescovile, ha anticipato il cammino verso il palazzetto della Sport di Sa Rodia, dove la festa ha coinvolto le centinaia di ragazzi e ragazze, con l’animazione della Pg di Cagliari e la riproposizione di alcuni brani tratti da Forza venite gente, il musical sulla vita di San Francesco, il più visto d'Italia dal 1981, quando venne messo in scena per la prima volta da Mario Castellacci.
Un mod per presentare ai giovani sardi la figura di Francesco d’Assisi, nel momento in cui si spoglia di tutto per diventare il poverello di Assisi.
La Giornata a Oristano - ha detto mons. Corrado Melis al termine dell’incontro - è stata la conferma che le diocesi sarde vogliono incontrarsi per esprimere sempre di più un incoraggiamento ai loro giovani: gioia e giovani camminano insieme. Vogliamo che questo sia raccontato e diffuso a tutti.
* di Roberto Comparetti
Incontri, voci, canti, sorrisi, chiacchiere, vitalità… gioia. Chi ha avuto modo di incrociare il lungo corteo dei giovani che dalla Basilica del Rimedio ha attraversato le strade del centro di Oristano, per arrivare in Cattedrale, non ha potuto non notare questo mix gioioso di festa.
Registratore alla mano abbiamo chiesto al volo qualche impressione tra i ragazzi e i giovani della nostra Arcidiocesi, durante l’arco della giornata. Ho un’impressione davvero positiva. Non ho mai fatto un'esperienza del genere, è molto emozionante ritrovarmi con così tanti giovani, racconta Michele di Abbasanta.
Vicino a lui, Elena di Ardauli: Questo pellegrinaggio è una bellissima esperienza, è la prima volta anche per me e mi piace moltissimo. Poi l’arrivo in Cattedrale e la Messa. Anche qui, al termine della celebrazione, raccogliamo qualche parere. Eleonora di Oristano ci dice: La cosa che mi è piaciuta di più della Messa è stato vedere molti giovani della mia età, essere là riuniti con lo stesso scopo di passare una giornata insieme, di fare un’esperienza di fraternità come questa.
Al volo fermiamo don Enrico, che fa parte dell’equipe diocesana e gli chiediamo un parere: Una botta di gioia, di entusiasmo perché vedere tanti ragazzi, tanti giovani così tutti insieme ci fa sperare sempre nella verità del fatto che ci può essere sempre un di più, una nuova nascita, un nuovo entusiasmo. Non invecchiamo ma ringiovaniamo. Giovanni Paolo II lo diceva, stando con i giovani si diventa giovani. Tra i più piccoli, la quattordicenne Letizia, di Villaurbana: All'inizio della giornata avevo paura, perché non sapevo che tipo persone ci sarebbero state, ma è stato bello incontrare anche ragazzi che vedi tutti i giorni in altri contesti come la scuola e che non ti immagini possano fare una esperienza come la tua. Ho vissuto tutto con spensieratezza nei momenti di festa ma ho vissuto meglio anche di altre situazioni la Messa. Forse perché ero con le persone giuste. Ricorderò questa giornata come un momento di felicità.
Per Bastiana di Oristano un’emozione nell’emozione, vivere la sua giornata come giovane madre accompagnata dalla sua bambina di un anno: una giornata che resta nel cuore! Ci sono giornate che non si limitano a essere vissute, ma si imprimono dentro, lasciando un segno silenzioso e luminoso. Un’esperienza di bellezza, di pace e di autentica comunione. Abbiamo vissuto questa giornata come famiglia, insieme alla nostra bambina di 13 mesi. All’inizio, lo ammettiamo, c’era un po’ di timore: uscire dalla routine, affrontare una giornata lunga fuori casa… Ma lei, con la naturalezza che solo i piccoli sanno avere, ci ha sorpresi. È diventata una piccola mascotte, dispensando sorrisi e gioia a chiunque incrociasse il suo sguardo, vivendo tutto con una semplicità disarmante e rispettando, incredibilmente, anche i suoi ritmi. È stato bello sentirsi parte di un villaggio: uno di quelli veri, fatti di mani che aiutano, di sguardi che accolgono, di presenze che sostengono. La celebrazione è stata intensa, autentica, profondamente toccante. In ogni momento si percepiva la gioia pura dell’essere Chiesa: non un’idea astratta, ma una famiglia concreta, viva, fatta di relazioni, di cura, di appartenenza. Una felicità semplice e piena, che nasce dal sentirsi chiamati per nome.
A fine giornata, tanta stanchezza ma anche tanta emozione. Michela di Cabras ce la racconta così: Nel 2026, al giorno d'oggi, credere in Dio non è di moda. Non è moderno credere, soprattutto se sei un giovane o adolescente o tra i 20 e 30 anni. Credere è quasi da vecchi, si pensa.
E invece giornate come questa ti fanno vedere che anche quando pensi di essere solo una goccia in mezzo al mare, magari di gente che non crede, ti rendi conto che ci sono persone e anche tanti giovani che condividono il tuo stesso credo, il tuo stesso impegno nella Chiesa, il tuo essere cristiano, l’amore per Gesù.
Non è così scontato, ma penso che ci vogliono giornate come queste per aiutarci a capire che non siamo soli, che non siamo pochi. Oggi mi sento particolarmente viva. Passa don Marco Ruggiu, coordinatore della PGV arborense e che ha dovuto, con l’equipe diocesana, supportare tutta l’organizzazione.
A lui chiediamo un ultimo parere: La giornata è stata molto bella, in cui davvero si è visto il volto bello di una Chiesa giovane e con i giovani! Più di mille giovani da tutta la Sardegna hanno invaso la nostra città portando gioia e speranza! A tutti abbiamo proposto l’esempio e la testimonianza di San Francesco d’Assisi, un giovane come loro che si è lasciato segnare dall’amore! Tutto è andato bene e speriamo che questa giornata possa essere di nuovo slancio anche per noi in Arcidiocesi!
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