Giovedì, 30 Aprile 2026

La sottoscrizione da parte di Latte Arborea di un protocollo contro le molestie e la violenza nei luoghi di lavoro è solo l’ultimo – in ordine di tempo – importante traguardo raggiunto in questi anni dall’Ufficio della Consigliera di Parità della Provincia di Oristano...

a cura di Davide Corriga

Un significativo atto di civiltà, che presuppone l’impegno del datore di lavoro di adottare misure adeguate nei confronti di quanti pongono in essere comportamenti offensivi, al quale potrebbero aderire molte altre organizzazioni in ambito aziendale. Lo afferma con soddisfazione Stefania Carletti, funzionario pubblico, che dal 2015 presiede l’Ufficio di Consigliera di Parità della Provincia di Oristano.

Di cosa si occupa la Consigliera di Parità?

La Consigliera di Parità è una figura istituita per la promozione e il controllo dell'attuazione dei principi di uguaglianza, di opportunità e di non discriminazione tra uomini e donne nel mondo del lavoro. Le Consigliere sono una per ogni regione e una per ogni provincia. L’Ufficio della Provincia di Oristano – in collaborazione con l’Avvocata Annamaria Uras – si occupa di donne vittime di discriminazioni sul lavoro, di approvare i Piani Comunali delle Azioni Positive e di realizzare azioni di sensibilizzazione contro la violenza e le discriminazioni di genere in collaborazione con sindacati, centri antiviolenza, biblioteche, istituti scolastici, questura e prefettura.

Quali sono i problemi che incontrate nel vostro lavoro?

Le donne che subiscono discriminazioni e violenze sul posto di lavoro non denunciano per timore di ritorsioni e per la preoccupazione di perdere l’impiego. Questo timore prescinde dal ceto sociale e dall’età. Ci sono poi i problemi legati alle risorse economiche. Il Fondo Statale è stato svuotato. La disponibilità della Provincia di Oristano è limitata, soprattutto se comparata al lavoro immane che ci sarebbe da svolgere. Nonostante questo la Provincia svolge un ruolo fondamentale per il supporto fornito dal punto di vista logistico e amministrativo. Inoltre l’Ufficio collabora molto col mondo del volontariato e delle imprese: ad esempio l’iniziativa “Slogan contro la violenza”, che sarà presentata il 25 novembre nell’aula consiliare di Oristano, si è potuta realizzare grazie al partenariato sensibile e appassionato di Ottica Erdas e dell’artista Bettina Brovelli.

A che punto è la legislazione in fatto di violenza di genere?

Sono stati fatti notevoli progressi rispetto ad un passato non troppo lontano. Pensiamo ad esempio che in Italia, fino al 1981, esisteva il delitto d’onore. Oggi la legislazione contro la violenza di genere persegue tre obbiettivi principali: prevenire i reati, punire i colpevoli, proteggere le vittime. I due pilastri sono la Dichiarazione dell’Onu del 1993 e la Convenzione di Istanbul del 2011. La prima afferma che «è violenza contro le donne ogni anno di violenza fondato sul genere che provochi un danno o una sofferenza fisica, sessuale o psicologica per le donne, incluse le minacce, la coercizione e la privazione arbitraria della libertà». La seconda ha riconosciuto la violenza sulle donne come forma di violazione dei diritti umani e sostiene la protezione dei bambini testimoni di violenza domestica. In Italia il reato di atti persecutori di stalking introdotto nel 2009 e la recente legge per il contrasto della violenza di genere rafforzano la tutela giudiziaria e il sostegno alle vittime.

Qual è la funzione di una giornata mondiale sul tema della violenza?

La funzione della giornata del 25 novembre ha lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema. La violenza è fondamentalmente un fatto culturale che si combatte con la conoscenza, informando le ragazze sui loro diritti e sulle battaglie sostenute da altre donne nel passato. Pensiamo all’esercizio di tutela sui figli, alla gestione indipendente del proprio patrimonio, al diritto al voto e a quello di partecipare ai concorsi pubblici: prerogative riconosciute e riservate in passato ai soli uomini.

Cosa direbbe ad una donna che non trova il coraggio di denunciare?

Ad una donna non trova il coraggio di denunciare direi: «La cosa più preziosa che possiedi è te stessa e la tua vita, hai facoltà di scelta perché viviamo in un paese civile». Per le segnalazioni è attivo il 1522, il numero verde di pubblica utilità della Rete Antiviolenza. A Oristano, in via Tirso, è inoltre attivo 24 ore su 24 il Centro Antiviolenza Donna Eleonora.

 

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