di Michele Antonio Corona
Non solo voce e coinvolgente presenza sul palco, ma una serie di messaggi forti sui principali temi sociali: violenza sulle donne, fluidità dei valori, aridità di relazioni autentiche, desiderio di pienezza. "Non si nasce uomini né donne, ma occorre diventarlo anche attraverso l'educazione dei più giovani improntata sul rispetto dell'altro e sul valore della bellezza" - ha affermato l'artista.

L'ultimo album, Personale, composto da tredici brani, tra cui la Mannoia ne ha scelto alcuni come Penelope scritto dall'amico Ivano Fossati, hanno entusiasmato il pubblico composto e attento.
Tutti seduti ad ascoltare e cantare brani nuovi e successi interminabili come Sally, Che sia benedetta e Come si cambia, fino a Siamo ancora qui, momento nel quale lo spazio libero davanti al palco è stato invaso dai fan che hanno fatto commuovere la cantante. "Era da tanto che volevo venire in Sardegna. Ora non vedo l'ora di ritornare e vi ringrazio di questo affetto".
Le è stata consegnata una bandiera sarda con un moro dalla riccia chioma rossa e la Mannoia non ha esitato a farsi immortalare da fotografi e appassionati, fissando il suo amore per l'isola.

Durante un suo breve monologo rivolto alle donne al fine di rifiutare qualsiasi genere di sopruso e di violenza, l'assessore comunale Pupa Tarantini le ha consegnato una scarpetta rossa in ceramica, segno del grande impegno dell'intera comunità locale contro qualsiasi forma di violenza.

Il concerto, privo di effetti speciali scenici, è stato speciale in sé anche per la splendida cornice logistica in cui l'organizzazione di Dromos e l'amministrazione comunale hanno scelto di inserirlo: in piazza cattedrale.

Dopo circa due ore di musica e il simpatico siparietto dell'artista sull'immancabile pantomima del bis, tutti in piedi hanno cantato Quello che le donne non dicono e Il cielo di Irlanda. Per Casta Diva un successo certificato.

Photo credits: Michele Antonio Corona