Domenica, 19 Gennaio 2020

Progetto1

In un giorno di festa portare un sorriso, un po’ di allegria, un piccolo dono a chi è lontano dai ritmi incalzanti di una vita quotidiana “normale” è un’iniziativa che assume un valore importantissimo in un’epoca in cui le affermazioni Non ho tempo, Non riuscirei nemmeno volendo sanno un po’ di spiegazioni o scusanti...

di Laura Mastinu

Festeggiare la mattina dell’Epifania tra gli ospiti della Comunità degli Evaristiani a Putzu Idu è da cinque anni un appuntamento inderogabile per un gruppo di podisti oristanesi e di provincia che “ di corsa” percorrono il lungomare per raggiungere la colonia marina, nel comune di San Vero Milis. Rosalba Cabula da cinque anni coinvolge il sempre più numeroso gruppo di amici per questo momento di condivisione, portando avanti l’iniziativa del fratello scomparso che nel 1999 diede inizio a questo generoso momento comunitario giungendo nella borgata con i suoi amici in sella alle loro motociclette. La struttura fu inaugurata nel 1957, attualmente è sede di una comunità-alloggio, che attualmente ospita una decina di persone non del tutto autosufficienti che pur non necessitando di un’assistenza continuativa, per diverse motivazioni non vivono nelle loro famiglie. Per i ragazzi è necessario provvedere a tutte le esigenze, soprattutto quando, raggiunta la maggiore età, si ritrovano senza la famiglia che li sostiene. Giovani con disagi fisici o psichici o anche anziani soli, ai quali le suore, il personale responsabile e gli operatori sociali assicurano assistenza personale e sanitaria a seconda delle necessità di ciascuno, ma garantiscono loro anche lo svolgimento di una vita comunitaria fondata sul rispetto della persona singola e dello spazio che si condivide. Gli operatori della struttura e tutte le persone che ruotano intorno a realtà così complicate da gestire diventano una parte importante nella vita degli ospiti, diventano parte del loro mondo. Creare momenti spensierati, semplici incontri con il mondo fuori dalla comunità, significa avere rispetto della loro vita e dei loro ritmi, delle loro emozioni e dei loro desideri; significa credere ai loro bisogni e creare le condizioni per includere attraverso l’accoglienza e il divertimento.

evaristiane putzu idu 2

La mattina dell’Epifania i ragazzi si sono davvero divertiti: in questo giorno, in cui la chiesa celebra la manifestazione di Cristo ai popoli di tutto il mondo, simboleggiati dai Magi che gli fanno visita portandogli dei doni, è bello credere che anche loro abbiano avuto qualcuno che li ha pensati scegliendo di rubare da una giornata dal sapore primaverile, un po’ del proprio tempo. Solari, allegri, divertenti, ma soprattutto disponibili, in scarpe da running hanno corso costeggiando la lunga e splendida spiaggia di finissimi granelli di quarzo. In testa una bizzarra befana che l’immaginario collettivo riconosce in una vecchietta dal naso lungo e mento aguzzo, con abiti malconci e un fazzoletto annodato sotto il mento, per l’occasione con le alternative scarpe da corsa. La vecchia, non bellissima, ma generosa come vuole il fantastico mondo dei bambini, è giunta nel cortile della Comunità seguita da una lunga coda di podisti e camminatori rumorosi con fischietti, trombette e vociare lieto e festoso: ad attenderli ansiosi, i ragazzi e le suore che si dividono alacremente tra la casa nella Marina e le altre strutture di Donigala Fenughedu e di Bauladu. L’atmosfera è subito di festa: saluti, abbracci, gesti spontanei e sinceri. Tutto è coperto da suoni, voci, risate e presentazioni. Ci si ristora con delizie preparate per l’occasione. Ciascuno porta in dono una calza colma di cioccolatini e caramelle, così come vuole la tradizione; i ragazzi le ricevono forse un po’ confusi, forse inconsapevoli della ricorrenza e ignari del perché un nutrito gruppo di persone con abiti dalle tinte sgargianti ha invaso il grande giardino illuminato da un sole invernale caldo e piacevole. Ma questo non importa, ciò che ha valore è la presenza, il calore che hanno sentito, la considerazione che hanno avvertito: Vi ringrazio di avere dedicato un po’ del vostro tempo per questi ragazzi. È importante per loro, ma anche per voi. Così mi saluta la carismatica e affabile Suor Margherita che accoglie i suoi ragazzi proteggendoli perché indifesi e bisognosi, amandoli e sostenendoli nelle difficoltà. In un’epoca in cui il tempo è sempre veramente poco, riuscire a farne dono a chi il tempo non racconta e non dice nulla è un modo per stupire se stessi e per migliorare il tempo in una vita che corre veloce

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