Negli ultimi anni il Myanmar aveva fatto tanto parlare di sé per la guerra civile che, dal 2021, non solo sta dividendo il paese ma sta accentuando una vera e propria crisi umanitaria. Quattro anni fa, infatti, l’esercito prese il controllo del paese con la forza, destituendo il governo democraticamente eletto nel 2020.
* di Mauro Dessì
Le proteste di massa scoppiate in risposta al golpe furono brutalmente represse con arresti arbitrari, torture, esecuzioni sommarie e l’uso indiscriminato della forza. Di fronte alla crescente violenza, le manifestazioni pacifiche lasciarono progressivamente spazio alla resistenza armata.
Oggi, il Myanmar è un paese frammentato che deve affrontare gli effetti politici, economici e sociali della guerra civile. Allo stesso tempo, la giunta militare riunita sotto lo State Administration Council (SAC) ha progressivamente perso il controllo di vasti territori a favore delle forze anti-giunta. Più volte, compresi gli appelli del Papa, il Myanmar è stato chiamato in causa perché riportasse la pace tra la sua gente.
Oggi, il paese del sud-est asiatico sta facendo ancora parlare di sé per il tragico terremoto che la scorsa settimana lo ha colpito. Piove sul bagnato, si direbbe. Povera popolazione. Martoriata dalla guerra, ora soffre per questa grande tragedia. Quando andiamo in stampa il triste resoconto del dramma racconta di duemila persone decedute e oltre quattromila ferite.
Ma ogni bilancio è purtroppo provvisorio ed è destinato a salire man mano che le operazioni di ricerca e soccorso proseguono: la portata del disastro diventa chiara. Il SAC ha dichiarato lo stato di emergenza per diverse regioni e territori e ha chiesto l’assistenza internazionale.
Il terremoto ha causato la distruzione diffusa di case e gravi danni alle infrastrutture: sono stati gravemente danneggiati o distrutti l’aeroporto internazionale di Mandalay, i principali ponti, strade, università, hotel, siti storici e religiosi ed edifici di servizi pubblici nelle aree urbane e rurali. Migliaia di persone stanno trascorrendo le notti per strada o in spazi aperti a causa dei danni e della distruzione delle case o per paura di ulteriori terremoti. Davvero critica è la situazione degli ospedali che stanno lottando per far fronte all’afflusso di persone ferite durante il terremoto.
Ancora una volta siamo chiamati a offrire la nostra generosa solidarietà: se non sapevamo dove indirizzare la nostra carità quaresimale…
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