di Luisanna Usai
Voglio premettere che quelle che esprimo sono valutazioni strettamente personali che, come “cristiana inquieta”, mi sento di fare in un momento difficile per la nostra società .
Sono convinta che la gestione attuale delle migrazioni denunci approssimazione e confusione da parte delle istituzioni, nonché interessi ormai chiari da parte di associazioni malavitose che pescano miliardi nel mare di denaro destinato all’accoglienza. Ma sono anche convinta che una gestione oculata dei fondi europei (e ribadisco europei!) potrebbe portare a processi più efficaci e più umani di accoglienza e di integrazione, con vantaggio anche di quanti, italiani seri e responsabili, mettono la loro professionalità a disposizione di questo settore, come peraltro previsto dalle leggi attuali, ma quasi mai attuato.
Sono convinta che la maggior parte delle ONG siano “agenzie umanitarie e di beneficienza” per il loro quotidiano impegno nel salvare vite umane. E non mi convince l’argomentazione di Francesca Totolo, secondo cui i dati pubblicati da Missing Migrants testimoniano che quando non agiscono le ONG diminuiscono i morti in mare: ovvio che se diminuiscono le partenze diminuiscono le morti, ma percentualmente il numero non solo resta immutato, ma può salire in modo esponenziale, prova ne sia il numero di morti in mare (220 in due settimane) in questi giorni in cui l’attività delle ONG è stata vietata. Per inciso, siamo sicuri che Francesca Totolo sia una fonte imparziale? A quanto leggo, i pezzi della giornalista del giornale sovranista Primato Nazionale trovano spazio nel sito di Agere contra, dell’associazione Christus Rex, che si definisce “gruppo di cattolici romani integrali sedevacantisti, o non ostili al sedevacantismo”, ovvero ritengono eretici tutti i papi del post-concilio).
Non sono sicura del fatto che quelli che arrivano da noi siano in maggioranza “giovani che hanno un lavoro, ben integrati nel loro paese”. Chi sta bene a casa propria non se ne va. Certo, i più poveri non riescono a mettere insieme i soldi per quelli che eufemisticamente chiamiamo viaggi, ma che sono vere tratte, quindi emigrano in paesi appena meno poveri dei loro. Sono migranti economici? Ma vorrei ricordare che in 100 anni sono emigrati all’estero 24 milioni di Italiani, che all’ingrosso fa più di 650 persone al giorno. Erano migranti economici, con le valigie legate con lo spago, normalmente guardati con disprezzo. I più lavoratori, certo, ma alcuni anche portatori di comportamenti delinquenziali.
Quindi, giustamente non emozioni o sentimentalismo o dolci parole di solidarietà, ma piena razionalità morale. E questo deve passare da una corretta informazione e dalla conseguente capacità che a tutti deve essere data di formarsi un giudizio libero, aperto, dialogante. Credo comunque che, a monte di tutto, il “bene comune rettamente inteso “ per un cristiano inizi col riconoscere la comune umanità e la comune figliolanza col Padre.
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