Lunedì, 30 Gennaio 2023
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Sarà il fascino del paesaggio, gli innumerevoli siti archeologici, le tre chiese campestri, le temperature decisamente primaverili, la bella compagnia e pure il vivo desiderio di conoscere a piedi e nella lentezza i 18 paesi del Barigadu-Guilcier, che, settimana dopo settimana, cresce sempre più l'interesse in tanti di ritagliarsi quattro ore per andare alla scoperta dei borghi attorno al lago Omodeo.


Una cinquantina di pellegrini, infatti, ha risposto alla proposta della Pastorale del Turismo della diocesi di Oristano di prendere parte al 10° cammino ad Aidomaggiore di mercoledì 4 gennaio. Sette i chilometri percorsi.

Il gruppo, nel primo pomeriggio, dal borgo si è portato alla chiesa campestre di Santa Barbara lungo l'antico sentiero dei novenanti, che regalava di continuo un panorama da cartolina sull'ampia vallata; poco passi dalla chiesa, una seconda sosta per ammirare le due fonti nuragiche di Santa Barbara, dove un tempo sorgeva l'antico villaggio di Ruinas, prima che fosse abbandonato a causa della peste nera; il villaggio vide, tempo prima, la presenza del vescovo Visconti, nel suo viaggio da Bonarcado ad Ottana, passarvi la notte del venerdì 18 maggio 1263 per raggiungere Ottana al sabato, vigilia di Pentecoste; i camminanti hanno poi attraversato l'ampia vallata di Aidomaggiore Josso, superato il ponte realizzato nel 2000, respirato bellezza e ascoltato lo scorrere incessante dei ruscelli che alimentano il bacino dell'Omodeo, prima di giungere alla seconda chiesa campestre, Santa Greca, recentemente restaurata, circondata da olivi secolari e da una parco che contribuisce ad esaltarne l'antichità e la bellezza.

A dare il benvenuto agli ospiti e ad offrire loro preziose note storiche sul borgo e le due chiese campestri, il primo cittadino Antonio Virdis, che ha ringraziato don Ignazio Serra per aver scelto Aidomaggiore come una delle mete del cammino e ha invitato tutti a ritornare per conoscere il ricco patrimonio archeologico presente nel territorio.

La visita è quindi proseguita nel borgo. Anzitutto, presso il lavatoio comunale in basalto, risalente al 1880, che fungeva da lavatrice per un quarto di secolo, prima che Ava Fisher nel 1906 mise sul mercato il suo modello con motore elettrico nel 1906. Pochi passi più in là, una nuova sosta presso la prima parrocchiale romanica, intitolata a San Gavino, citata già nel trattato di pace fra Eleonora d’Arborea e Giovanni d’Aragona, stipulato ad Abbasanta il 12 gennaio 1388. L'antica chiesa si anima in modo speciale durante i riti della Settimana Santa; al suo interno conserva un Ecce homo di straordinaria bellezza, capace di creare una forte interazione con chi posa lo sguardo negli occhi del Cristo sofferente. L'ultima tappa, infine, passando per i vicoli e le antiche case in trachite rossa, non poteva che essere la pregevole chiesa parrocchiale S. Maria ad Palmas, risalente al 1600. Qui i pellegrini hanno concluso in bellezza il cammino con la preghiera composta da papa Francesco per la Terra e l'invito a crescere nella cura seminando bellezza e non inquinamento, a vantaggio del pianeta e di chi lo abita.


Prossimo appuntamento è previsto domenica 8 gennaio a Boroneddu con un cammino, l'11°, che vedrà i pellegrini raggiungere il novenario di San Salvatore lungo l'antico sentiero dei novenanti. Si ricorda che la partecipazione è libera ma occorre iscriversi nella pagina facebook Lodialletorri o inviare un messaggio al 3317912610 indicando il nome del paese di Boroneddu. Il sito web è www.camminodelagomodeo.it

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