Domenica, 23 Gennaio 2022
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Desideriamo respirare un tempo di Natale più sereno. Le difficoltà e le fatiche non mancano, così pure le preoccupazioni. Le restrizioni continuano a limitare ciò che vorremmo vivere e, soprattutto, le modalità con cui desideriamo fare le cose. Eppure si respira un’aria un po’ più serena.

di Mauro Dessì

Forse è stato troppo pesante il Natale dello scorso anno, quando ci venne chiesto di circoscrivere i festeggiamenti all’intimità della propria casa, con i parenti più stretti, tanto che oggi ci sembra tutto più normale. Dobbiamo ancora aspettare per godere di una libertà piena, anche perché non si intravede all’orizzonte la fine della pandemia. Però possiamo e dobbiamo far festa perché questo è il tempo della festa. Questo è il tempo della speranza.

Con questo numero si conclude il 62mo anno di storia de L’Arborense. 45 numeri che hanno accompagnato un anno ricco di avvenimenti tutti ancora legati, purtroppo, dal filo conduttore della pandemia. Storie drammatiche, ma anche segnali di ripresa. In tutti i campi: nella vita della Chiesa, nella politica, nell’arte e nella cultura, nello sport e nella musica, nella vita sociale, nel mondo e nelle nostre comunità. Da un lato gli stringenti impedimenti, dall’altro la tenacia dell’uomo nell’ingegnarsi a trovare vie d’uscita per respirare aria nuova.

Un senso civico più alto da parte di tutti ci avrebbe aiutato ad accorciare i tempi di ripresa, ma quello dell’impegno a coltivare una società in cui ciascuno, indifferentemente, abbia le proprie responsabilità è un lavoro lungo da approfondire. Bene fa la scuola a dedicare tempo all’educazione civica: ogni materia sviluppa diverse sfaccettature dell’impegno sociale e civile. Credo sia un investimento per il futuro. Per ora ci accontentiamo di un presente che arranca, in cui ciascuno reclama, giustamente, la propria libertà ma in cui si fa fatica a rispettare quella altrui. Mi viene in mente l’atteggiamento della pazienza come quello giusto per il sopportare, inteso non come accettare passivamente ciò che accade ma come farsi carico dei pesi l’uno dell’altro.

Però credo non basti… non ci resta che sperare. È questo il tempo giusto per farlo. Augurarsi buon Natale è sperare in un qualcosa che vada oltre le nostre possibilità. Per chi ha fede, tutte le speranze sono riposte in Dio. Per chi fatica ad accoglierlo e a tenerlo vivo nella propria vita, forse, la strada è un po’ più in salita. Proviamo, sempre e comunque, ad accompagnarci gli uni gli altri. Perché, alla fine, questo è il senso pieno del vivere comune. Così ha cercato di fare

L’Arborense in questo ultimo anno, così cercherà di fare per il 2022. Raccontare, testimoniare, far conoscere, riflettere, approfondire: sono gli aspetti che, più di tutti, abbiamo cercato di sviluppare con il desiderio di poterci accompagnare e far crescere la consapevolezza della comunità diocesana. Non è un impegno semplice ma ci proveremo ancora, con la speranza che cresca anche la voglia di condivisione. Speriamo cresca il numero dei collaboratori, di coloro che promuovono e diffondono il settimanale, delle aziende che utilizzano le nostre pagine per farsi conoscere e soprattutto cresca il numero degli abbonati e dei lettori.

Noi ci speriamo e ci crediamo: siamo davvero convinti che più siamo e meglio è. Un grazie di cuore a tutti coloro che, nelle molteplici forme, sostengono e sosterranno ancora L’Arborense: buon Natale e buon Anno Nuovo a tutti!

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