Mercoledì, 03 Marzo 2021
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Il social TIK TOK è stato al centro dell'attenzione dei Media, in questi ultimi giorni, per la triste vicenda della bambina di Palermo vittima di un drammatico gioco collettivo. Sul nostro settimanale ne abbiamo parlato nel primo numero dell'anno con lo psicologo Simone Gargiulo che ha coinvolto nelle sue riflessioni alcuni ragazzi partecipanti a un corso di Peer Education. 

Tik… Tok, Tik… Tok! È il suono delle lancette dell’orologio e anche uno dei Social Network attualmente più in voga tra i minorenni (e non solo). Per conoscere meglio TikTok dialogheranno con me Beatrice, Martina e Miriam, tre studentesse dell’Istituto Comprensivo 1 di Oristano che, insieme a un gruppo di ragazzi/e, stanno frequentando un corso di Peer Education (Educazione tra pari) al fine di promuovere azioni di sensibilizzazione tra i coetanei per prevenire il bullismo e i pericoli del web. Un progetto, rivolto agli alunni della Scuola Secondaria di primo grado, voluto dal Dirigente Scolastico Dr.ssa Maria Giovanna Pilloni, dalla Referente bullismo e cyberbullismo Prof.ssa Margerita Fois e dai docenti dei plessi di Oristano E. d’Arborea, Santa Giusta e Palmas Arborea.

TikTok, al pari di altri social, permette agli utenti di essere, non solo fruitori passivi di contenuti, ma produttori. Attraverso brevi video della durata massima di 60 secondi, un adolescente può, come all’unisono evidenziano Miriam, Martina e Beatrice esprimere i propri talenti e creatività, ciò che gli piace fare e come sottolinea Martina se ti piace ballare, puoi esprimerlo… e poi ci sono dei video e dei Meme divertenti. TikTok è un luogo di confronto, di espressione, di divertimento ma non è a misura di bambino o preadolescente. Basta un click per avere un seguace e così ampliare la propria rete di relazioni, più spesso di interazioni, ma soprattutto di popolarità. Accanto alle opportunità, ci sono anche una serie di pericoli: cyberbullismo, sexting, adescamento online, pubblicazione di video non adatti, ecc.

Ma i ragazzi si rendono conto dei rischi? Martina risponde Alcuni si, altri no. Si vogliono avere follower (seguaci) per dimostrare qualcosa a se stessi o agli altri. Oppure, semplicemente per divertimento, ma i pericoli ci sono! Spesso una sfida e una rincorsa a chi ha più follower, a chi ha più like, che porta a ridurre la messa in atto di comportamenti protettivi. Miriam sottolinea che quando registri e posti un video puoi decidere se farlo vedere ai tuoi amici, alle persone che ti seguono o a quelle che non ti seguono. Più persone che non conosci ci sono tra i tuoi amici, più probabilità c’è che ci siano malintenzionati. Puoi anche decidere di disattivare i commenti sotto i tuoi video. Beatrice dice che: Il giudizio degli altri, quando è negativo e non costruttivo, ha un peso e può anche portare a comportamenti estremi o a convincersi che sia vero quanto di negativo ti dicono. Una persona può rimanerci male. Un altro rischio evidenziato dalle tre Peer Educator è relativo alla privacy: stare attenti alle informazioni che si danno. Inoltre, ci ricordano che c’è un’età minima di iscrizione ai social network: 13 anni.

Una precisazione, come riportato nel sito del Garante per la Protezione dei Dati Personali, in riferimento a un procedimento avviato nei confronti di TikTok (22 Dicembre 2020) si legge che non impedisce ai più piccoli di iscriversi né verifica che vengano rispettate le norme sulla privacy, le quali prevedono per l’iscrizione il consenso autorizzato dei genitori […] che non abbia compiuto 14 anni. Quindi, massima attenzione. Il Collegamento Famigliare è una funzione di TiKTok molto utile che permette di associare l’account di un genitore con quello del figlio.

Una volta attivato, il genitore può supervisionare dal proprio account: Gestione del Tempo che il figlio può trascorrere; Messaggi Diretti (chi può inviare i messaggi: Tutti, Amici o Nessuno); Modalità Limitata (impedisce contenuti non adatti) e altre funzioni. Per abilitarlo è necessario avere effettuato l’accesso ai rispettivi account TikTok su entrambi i dispositivi. Per concludere, è necessaria l’educazione e la supervisione di noi adulti. Miriam ci raccomanda che si deve insegnare fin da piccoli cosa fare e come gestire i Social e internet in generale. Beatrice suggerisce di Non far installare TikTok (ricordate l’età?) poiché è bello quanto pericoloso e di educare a chiedere il permesso ai genitori prima di postare video. Martina consiglia di Insegnare che è bello, ma di non stare sempre attaccati h24, c’è anche altro oltre i Social.

Mi sembra proprio che non ci sia altro da aggiungere!!!

Simone Gargiulo, psicologo

Approfondisci cos'è TIK TOK 

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