Mercoledì, 24 Luglio 2024
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Il Natale per i bambini è un tempo magico, fatto di luci, doni, buoni propositi, amore, condivisione e famiglia...

di Laura Mastinu

È Natale anche per i bambini che stanno nelle strutture che ospitano minori senza famiglia o con una famiglia da cui sono stati temporaneamente allontanati per vari motivi: trascuratezza, maltrattamento, abuso. Nelle comunità possono trovare alloggio e sistemazione provvisoria anche le mamme. È un Natale speciale, con una famiglia che non è quella di origine, ma in fondo la famiglia è dove il cuore trova sempre una casa. Quindi è certamente un Natale colmo d'amore.

Il valore della famiglia, i beni che essa è capace di produrre e trasmettere, sono alla base del benessere sociale e fondamento di una società forte. Ma quando la famiglia non è in grado di garantire ai suoi componenti un'esistenza serena, è necessario volgere lo sguardo verso altre forme di convivenza che possano garantire ai bambini e ai minori un ambiente familiare idoneo.

L'affidamento a un'altra famiglia, a una persona singola o a una comunità familiare diventa una garanzia per il mantenimento, l'educazione, l'istruzione e le relazioni affettive di cui i bimbi e i minori in generale necessitano.

I principi dell'affidamento familiare affondano le radici nell'articolo 30 della Costituzione italiana in cui si legge: È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio. Nei casi di incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti.

Nel tempo, diversi importanti provvedimenti legislativi hanno regolamentato l'istituto dell'affidamento familiare al fine di proteggere e tutelare il minore nel caso in cui la famiglia non sia temporaneamente idonea a educare i figli. Temporaneamente, perché l'obiettivo è conservare, rafforzare o ricostruire i legami fra i bambini allontanati e i parenti. Il fine ultimo è la riunificazione familiare, con il pieno rientro del bambino in seno alla famiglia oppure prediligendo altri legami come le visite e gli incontri regolamentati.

Il termine Casa famiglia si compone di due sostantivi importanti che richiamano all'affetto, al calore, all'amore, alla protezione. La casa è per tutti il luogo dove si torna per ritrovare gli affetti, concedersi il riposo, rifugiarsi nella quotidianità, che dà sicurezza, relazioni e momenti essenziali nella vita di un bambino.

Nella casa famiglia, il bambino vive queste relazioni con persone con le quali non possiede legami di parentela; è un momento di passaggio in cui viene protetto e tutelato e gradatamente ricomincia a vivere il clima famigliare.

L’allontanamento da casa è sempre traumatico, anche per i bambini strappati a situazioni drammatiche: avendo conosciuto solo quel tipo di vita non possono immaginarne un’altra. Ritrovarsi tra estranei, lontani dal proprio mondo, da ciò che in fondo per loro è certezza, è un passaggio che va affrontato con il contributo di persone capaci di entrare in relazione con il mondo emotivo che il bambino si porta dietro. La presenza di educatori e personale qualificato all'interno di queste importanti strutture, è essenziale per sostenerli emotivamente e psicologicamente. Un grande aiuto per “rimettere ordine” nel loro vissuto di esperienze forti che lasciano segni indelebili. Ristabilire o creare dal nulla una quotidianità, un sistema di regole e di semplice routine: dormire, fare colazione, l’igiene personale, frequentare la scuola, impegnarsi nei compiti, praticare uno sport, tenere relazioni con altri bambini, è una responsabilità importante per gli educatori. Essi devono essere veramente empatici e bravi a cogliere appieno lo stato d'animo di questi bambini che oscilla tra gioia e sofferenza, silenzio ed euforia, rabbia e rassegnazione, mancanza di autostima ed esaltazione.

Anche la presenza di un adulto, che dedica il suo tempo e offre spontaneamente il suo affetto, è difficile da accettare per questi bambini che sentono sempre molto forte il legame con la famiglia d'origine dalla quale è difficile staccarsi, impossibile dimenticare. La rabbia, la scarsa autostima, il silenzio, la gioia, la serenità, il conforto e la sicurezza sono emozioni vive in loro: in un’altalena di sensazioni si preparano a ciò che li attende, un probabile affido, un’adozione o il rientro a casa.

Anche l'attesa per ciò che il futuro ha in serbo è logorante per i bambini; tornare a casa può far paura, entrare a far parte di una nuova famiglia spaventa e di fronte all'incertezza, all'oblio di una vita da ricominciare, si preferisce stare nel nido sicuro della Casa Famiglia, dove chi ha scelto di operare per il bene del minore viene visto come una figura sicura e protettiva.

La fiducia, la solidarietà, l'aiuto reciproco, la legalità e la lealtà sono i principi che animano una Casa Famiglia. Tuttavia, per garantire ai bambini il diritto ad avere una famiglia e ai genitori quello di riprendersi il proprio ruolo, non solo è importante pianificare un lavoro sul minore allontanato, ma è un dovere lavorare con la famiglia principalmente sulle aeree in cui essa “manca”, sostenendo i genitori e rafforzando le loro capacità positive.

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