Venerdì, 15 Novembre 2019

Progetto1

Che la sanità in Sardegna non giri per il verso giusto è ormai cosa nota, tanto che non passa giorno che i giornali non pubblichino episodi di intolleranza nei confronti del personale medico e sanitario che certo non ha colpe per i disservizi...

di Mario Virdis

Le aggressioni al personale sono diventate all’ordine del giorno, sia verbali che fisiche, così numerose che sono arrivate alle media di 3 al giorno.

Stante questa difficile situazione, relativa in particolare alle strutture sanitarie e ospedaliere del nostro territorio,il giornale ha ritenuto di intervistare il dott. Antonio Sulis, presidente dell’Ordine dei Medici della Provincia di Oristano. Il colloquio, gentile è garbato, ci ha permesso di capire meglio la situazione in atto.

Come vede la situazione della sanità nei vari ospedali della Provincia, viste le numerose proteste avanzate dall’utenza?

La riforma portata avanti dalla precedente Giunta Regionale con l’istituzione dell’ASL unica ha creato molti malumori; per ora, nonostante la nuova giunta abbia anticipato variazioni consistenti sulla precedente riforma, nulla è stato reso noto, per cui non posso far altro che attendere le variazioni che verranno portate avanti.

Un problema ulteriore, sempre crescente, sono le aggressioni fisiche e verbali che colpiscono il personale medico e paramedico. Aggressioni che sono arrivate addirittura alla media di tre al giorno nel territorio nazionale. Quali sono le cause e quali i rimedi?

La Sardegna, seppure interessata al problema, non ha raggiunto i livelli del Meridione d’Italia. Circa le aggressioni negli ambulatori periferici, dopo alcuni drammatici casi, si è rimediato con la sorveglianza di guardie giurate, mentre in ospedale sono in aumento quelle derivate dalle lunghe attese che esasperano gli animi. I rimedi vanno ricercati sia nel miglioramento dei tempi di risposta delle strutture ospedaliere che dipendono da fattori di diverso tipo (carenza di personale, in particolare), che dalla mancata o scarsa comprensione dell’utenza.

Se molti disservizi sono in gran parte dovuti alla carenza di personale, in special modo medico, come si potrebbe migliorare, in tempi abbastanza rapidi, la situazione attuale?

Il problema in realtà parte da lontano. Oltre 10 anni fa l’Ordine dei Medici fece presente, in sede nazionale, che le difficoltà di specializzazione che i medici già allora affrontavano avrebbero portato alle situazioni che noi oggi tocchiamo con mano. Le borse di studio destinate agli specializzandi erano e sono abbastanza scarse, per cui si specializzano meno medici rispetto alle necessità. Altro problema di peso è che i medici che possono specializzarsi all’estero (avendo la capacità economica per farlo) una volta specializzati non ritornano in Italia e si perde così la loro professionalità, oltre all’investimento per essersi laureati in Italia.

È giunta in questi giorni la notizia che a Tonara, dopo il pensionamento del medico di base, dott. Sulis, sia rimasto in servizio un solo medico, dott Pilia. I pazienti sono in rivolta: è possibile che certe carenze non trovino la giusta soluzione?

Premetto che Tonara dipende dall’Ordine dei medici della Provincia di Nuoro, ma conoscendo bene la situazione le rispondo comunque. Con il collocamento in pensione del dottor Sulis, i suoi pazienti in gran parte hanno scelto di essere assistiti dal dottor Pilia, fino a coprire il numero massimo dei pazienti assegnabili. Sono rimasti fuori assegnazione circa 350 pazienti, un numero esiguo che non consente l’assegnazione di un altro medico, previsto a partire da 501 in poi. Tuttavia, provvede alle loro necessità, un paio di volte la settimana, un medico proveniente o da Aritzo o da Desulo, che apre ambulatorio a Tonara. Inoltre il dott. Pilia ha confermato che in caso di necessità la sua opera di medico a Tonara è rivolta anche ai 350 tonaresi che non sono formalmente suoi pazienti.

C’è da sperare in meglio per il futuro.

Pin It

Iscriviti al nostro canale youtube

Guarda i nostri video dalla diocesi

YouTube icon