Si parla tanto di pericoli del web: oggi vogliamo mettervi in guardia sul dark web, un luogo digitale proibito e inaccessibile di cui si sa molto poco. Anzi, quello che si sa fà ribrezzo e raccapriccio. Quando si parla di Internet, infatti, si pensa subito ai motori di ricerca, ai social network, ai siti di notizie o agli e-commerce. Questa è solo la punta dell’iceberg, la facciata.
*di Giacomo Orsolino
Sotto la superficie, esistono livelli meno visibili e molto meno sicuri. Uno di questi è per l’appunto il dark web, spesso al centro di misteri, leggende urbane e notizie di cronaca. Ma cos’è davvero? E perché è importante starne alla larga? Immaginiamo Internet come un mare aperto, ampio e profondo. Quella che navighiamo ogni giorno (Google, Facebook, YouTube, etc.) è solo la parte emersa. Ovvero il web di superficie. È accessibile a tutti, indicizzato dai motori di ricerca, e rappresenta una piccola porzione dell’intera rete. La parte sicura.
Poi c'è il deep web. Si tratta di contenuti non accessibili tramite i motori di ricerca, ma comunque legali e usati ogni giorno. Pensiamo, per esempio, ai nostri conti bancari online, alle cartelle cliniche, alle mail, tutte informazioni che stanno sotto e richiedono credenziali e autorizzazioni di vario livello per essere visualizzate. Infine, sotto, nei bassifondi digitali, esiste il dark web, una parte molto più nascosta e volutamente segreta. Non si accede con un normale browser come Chrome o FireFox, ma tramite software dedicati che garantiscono l’anonimato sia per chi vi accede, sia per chi pubblica contenuti.
Nel dark web si può trovare letteralmente di tutto, nel bene e nel male. Alcuni lo usano per scopi leciti. Come attivisti che vogliono comunicare senza rischiare la censura, giornalisti in Paesi sotto regime, o semplici utenti che desiderano più privacy. Tuttavia, il lato oscuro è per lo più quello predominante.
Molti spazi del dark web ospitano attività illecite. Market dove si vendono armi, droghe, documenti falsi, dati rubati, accessi a conti bancari e identità digitali. Esistono forum dove si scambiano virus informatici e, purtroppo, anche spazi ancora più inquietanti, come quelli con contenuti espliciti e aberranti o truffe online. Friedrich Nietzsche diceva: Se tu guarderai a lungo in un abisso, anche l'abisso vorrà guardare dentro di te. Anche solo sbirciare dentro questo pozzo proibito comporta rischi. Anche solo accedere a certi contenuti, anche solo per curiosità, può significare violare la legge.
Le autorità monitorano molte attività nel dark web e intervenire è più facile di quanto si possa pensare.
La maggior parte dei siti sul dark web sono trappole. Basta un clic sbagliato per scaricare un virus o cadere in una truffa. Gli hacker usano questi canali per infettare i dispositivi e rubare dati personali. A volte poi è meglio non sapere: alcune aree del dark web ospitano materiale profondamente disturbante, illegale o violento.
Entrare in contatto con queste realtà causerà probabilmente forti disagi emotivi e psicologici. Come ultimo avviso, i più sprovveduti credono che l’anonimato sia totale, ma non è proprio così. Data la natura controversa di questo spazio esso è particolarmente attenzionato. Gli esperti informatici delle forze dell’ordine, in collaborazione con enti internazionali, riescono a identificare utenti anche nel dark web, soprattutto se inesperti.
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