Ospite d’eccezione, sabato 6 settembre, alla festa di San Salvatore di Cabras, per la partenza della tradizionale Corsa degli Scalzi: il card. Francois Xavier Bustillo, vescovo di Ajaccio, tra gli elettori, in Conclave, di papa Leone XIV.
* di Michela Camedda
Ha concelebrato la Messa dell'alba col nostro Arcivescovo Roberto, con cui condivide la fraternità conventuale, con don Luigi Tiana, abate di San Pietro di Sorres e originario di Cabras, col parroco mons. Giuseppe Sanna e con un gruppo di sacerdoti e religiosi arborensi. Un momento di Chiesa, di fede, di tradizione, di identità. Accolto dall’Arcivescovo, il card. Bustillo ha trascorso alcuni giorni a Oristano dove ha potuto condividere la fraterna ospitalità e toccare con mano le nostre tradizioni, la nostra cultura e spiritualità. Mentre attendeva is curridoris a San Salvatore ne abbiamo approfittato per rivolgergli alcune domande.
Quale legame ha con l’Arcivescovo Roberto? Riuscite a incontrarvi nonostante i vostri impegnativi ruoli?
Tutti e due siamo frati, siamo francescani e ci conosciamo da molto tempo. Il fatto che ci troviamo nelle due isole vicine, la Corsica e la Sardegna, ci permette di coltivare legami fraterni ma anche favorirne di ecclesiali molto interessanti. Il fatto di conoscerci da tempo ha favorito anche l’incontro di questi giorni con l’invito dell’Arcivescovo a partecipare a questo bel momento della vita ecclesiale della vostra Arcidiocesi.

Il card. Bustillo tra mons. Giuseppe Sanna, parroco di Cabras e mons. Roberto Carboni, arcivescovo di Oristano
Lo scorso anno fu lei a invitare l'Arcivescovo ad Ajaccio per un convegno sulla religiosità popolare. Quanto è importante per lei questo ambito nella vita della Chiesa? Ha ancora un significato importante in un tempo in cui la modernità sembra un po' cancellare la tradizione?
Secondo me è importante che non ci sia un divorzio tra la modernità e la tradizione.
È importante che ci siano le tradizioni, ben vengano! Sono importanti perché in esse ritroviamo le radici profonde della nostra comunità. Qui ci sono tradizioni antiche, come questa di Cabras, dove nella religiosità e nella pietà popolare, si prega anche col corpo, non solo con le parole. Ogni parte del corpo può aiutare a pregare; a Cabras addirittura c'è il movimento, c'è la corsa. È importante, dunque, mantenere vive le tradizioni perché ci aiutano a riscoprire e a rinnovare la dimensione globale dell'antropologia cristiana, quella che, attraverso la preghiera fatta non solo con le parole ma anche con il corpo ci riavvicina a Dio e al senso più profondo dell’essere una comunità.

Il cardinal Bustillo insieme al parroco mons. Giuseppe Sanna
Da cardinale ha partecipato per la prima volta a un Conclave, quello per l’elezione di papa Leone XIV. Quali emozioni ha provato?
Il Conclave è un momento di grande emozione, ma anche un momento di grande responsabilità. Quando un cardinale partecipa a un conclave sente la responsabilità di offrire alla Chiesa un Papa che sia pastore e guida. È certamente un privilegio parteciparvi, ma soprattutto una responsabilità. Penso sia un momento di vita ecclesiale molto potente, dove si vede che lo Spirito Santo lavora. Sì, il Conclave è anche una questione di tattiche, di politiche, di strategie. Ma ci tengo a sottolineare come sia anche una questione di responsabilità e di fede. Al Conclave, che ho vissuto per la prima volta, ho partecipato con tanta emozione, ma ho sentito la grande responsabilità verso quel miliardo e mezzo di cattolici che aspettavano un Papa. È stato davvero un grande momento.
Quali sono le sue prime impressioni su papa Leone? Sta confermando la vostra scelta? E il Papa di cui la Chiesa ha oggi bisogno?
Eh sì… La Chiesa ha bisogno di un papa come lui, perché garantisce la continuità e la discontinuità. La continuità perché ha un legame in particolare con gli ultimi Papi che ci sono stati prima di lui, ma poi sta apportando la sua originalità e la sua personalità. Lo sta facendo secondo la sua visione, quello che pensa di buono e di bene per la Chiesa. È un Papa discreto, ma sa dove va, sa cosa vuole e desidera offrire alla Chiesa il meglio. Questo è bello, è importante.

Il card. Francois Xavier Bustillo benedici gli Scalzi
Un'ultima domanda su questi giorni in Sardegna: che impressione ha avuto?
Ho avuto un’accoglienza eccezionale. Ho scoperto le tradizioni belle della Sardegna e la storia di quest’Isola visitando monumenti, visitando le chiese, i nuraghi. Ho potuto gustare anche le tradizioni gastronomiche: buonissime, abbondanti. Anche le tradizioni spirituali. C'è una civiltà che ha radici molto profonde, ho percepito come ci sia un legame tra le cose molto antiche e la modernità. Vedo i ragazzi, i giovani di oggi in movimento, mettersi a correre in nome di un Santo. Garantiscono una trasmissione delle tradizioni: è bello vedere che non si vive di nostalgia ma si celebra la memoria: è bello che siano i giovani di oggi a farlo.
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