Sabato, 16 Maggio 2026

 

Sono trascorsi 40 anni da quando a Chernobyl, il 26 aprile 1986 un errore umano innescò l’esplosione del reattore della centrale nucleare, sprigionando una nube radioattiva che ha segnato la storia dell’Europa.

Migliaia di persone furono costrette ad abbandonare le loro case e un territorio divenne, ancora oggi, inabitabile: molte di queste persone arrivarono anche nella nostra terra, accolte dalle famiglie per un inizio di fratellanza che mai è stata dimenticata.

Un anniversario, quello di domenica scorsa, che purtroppo ha ricordato come la minaccia di una vera catastrofe è di nuovo attuale a causa dei rischi insiti nell’uso di tecnologie sempre più potenti, come anche il Papa ha sottolineato.

L’irresponsabilità umana potrebbe scatenare tragedie ancor più drammatiche di quelle di 40 anni fa: ma il mondo sembra dimenticare facilmente gli errori del passato. Dall’Arcivescovo di Kiev, dell'Ucraina, terra martoriata dalla guerra, arriva un appello che facciamo nostro: Diventiamo amministratori saggi e responsabili dei doni del Creatore. Ogni unità di energia risparmiata, ogni albero piantato, ogni azione volta a evitare consumi eccessivi è il nostro contributo per prevenire nuove catastrofi ambientali.

* di Mauro Dessì


 

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