In occasione della Giornata mondiale dei Poveri di questa domenica, le Caritas regionali presentano un report sulle povertà nei territori. Secondo i dati pubblicati in Sardegna, sono numerose le situazioni di disagio caratterizzate da difficoltà economiche, disoccupazione, lavoro povero o sfruttamento lavorativo, deprivazione sociale e sanitaria, così come sono in aumento le fragilità mentali col rischio che compromettano la capacità di lavorare.
* di Mauro Dessì
Non si tratta più di una situazione emergenziale ma strutturale: la povertà sembra essere entrata in pianta stabile tra le condizioni sociali ed economiche del nostro tempo. Non più un aspetto che riguarda il Terzo mondo ma anche, purtroppo, il mondo a noi più vicino.
La Caritas definisce il fenomeno come multidimensionale, che coinvolge più ambiti: non è solo una questione economica e sociale, dunque. Basti pensare a quanto si è più poveri anche da un punto di vista culturale se ci si riferisce al numero di ragazzi sardi che non continuano gli studi, il cui triste dato è il più alto in Italia. O se si pensa alla disaffezione generale alla lettura e agli approfondimenti, coltivando solo la cultura dell’immagine o delle news usa e getta.
Mi permetto di aggiungere un’ulteriore povertà: quella spirituale. In un mondo in cui pensiamo di bastare a noi stessi, sembra esserci sempre meno spazio per Dio di cui, forse, si pensa di non averne più bisogno. Ben vengano le giornate mondiali se aiutano a riflettere e pensare. Ancor di più se diventano occasione per capire quali responsabilità ci interpellano.
Secondo la Caritas è necessario coinvolgere una pluralità di interlocutori istituzionali, attivando politiche familiari e giovanili, misure per il lavoro, l’abitare, la salute, l’istruzione e la formazione professionale. Ma non è compito solo delle Istituzioni fare in modo che ci sia un mondo migliore: è compito di tutti contribuire a sostenere le fatiche dell’oggi. E allora, per essere tutti un po’ più ricchi, diventa sempre valida e attuale la francescana ed evangelica espressione è dando che si riceve!
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