Non so se questo Anno Santo sarà colto da tutti come un tempo di grazia o più semplicemente come un’opportunità di riflessione personale. Poiché ciascuno vive liberamente il suo cristianesimo, ciascuno è libero anche di cogliere o meno questa possibilità. Di sicuro, però, il Giubileo si sta rivelando occasione preziosa per toccare temi importanti e risvegliare, nell’opinione pubblica e nel pensiero collettivo, quei valori che dovrebbero ispirare il nostro fare ed essere comunità.
* di Mauro Dessì
In quest’ultima settimana, per esempio, tra i tanti temi proposti dall’attualità e dalle giornate celebrative, si è parlato tanto di volontariato. Il fine settimana scorso lo si è celebrato a Roma, questo fine settimana i volontari arborensi s’incontrano nella Basilica di Nostra Signora del Rimedio.
Il volontariato, grazie a Dio, è uno dei pilastri su cui poggia la nostra società. Abbraccia tanti settori, tanti ambiti tra cui la pastorale della Chiesa, l’assistenza sociale e sanitaria, la cultura, le tradizioni popolari, lo sport, la tutela dell’ambiente. I numeri dell’Istat rivelano, però, che anch’esso è un settore in forte diminuzione: sempre meno persone dedicano il proprio tempo e le proprie energie, gratuitamente, agli altri.
Come leggere questi numeri? È davvero un mondo in difficoltà? Credo sia sempre vivo il desiderio di fare qualcosa per gli altri, ma è cambiato il modo di vivere la generosità. Talvolta è più comodo e sbrigativo mettersi la mano in tasca, tirar fuori una banconota e farsi prossimi in questo modo piuttosto che rimboccarsi le maniche e impegnare il proprio tempo e le proprie energie per gli altri. Il modo vero di essere felici è rendere felici gli altri, diceva Baden Powell, fondatore degli Scout.
Fare qualcosa per non averne niente in cambio non è però mentalità di questo mondo: quel gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date di Gesù sembra slogan tanto lontano. Ma questo tempo ci chiede di insistere sull’importanza del mettersi generosamente al servizio degli altri, in maniera amorevole, gratuita, disinteressata. Non per sostituirsi al Servizio Pubblico o per coprire le lacune di chi non fa quanto dovrebbe, ma per contribuire a costruire un mondo solidale di cui c’è tanto bisogno.
Mettersi al servizio degli altri arricchisce sia chi quel servizio lo vive sia chi ne beneficia: in un tempo in cui si parla tanto di povertà, fare un po’ di volontariato ci farà sentire tutti più ricchi.
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