Mercoledì, 24 Giugno 2026

Alzi la mano chi, negli ultimi tempi, non ha invocato, per la sicurezza delle nostre città e dei nostri paesi, un maggiore controllo da parte delle Forze dell’Ordine. Credo che di mani alzate se ne vedrebbero davvero pochissime. La cronaca continua a raccontarci di casi di violenza, di delinquenza, di teppismo, di inciviltà, di degrado sociale: credo sia legittima la reazione di richiedere, con forza, una maggiore presenza di chi è preposto prima di tutto a prevenire.

di Mauro Dessì 

Non che le varie Forze dell’Ordine non facciano il proprio dovere: me ne guarderei bene di scriverlo. Anzi… un grande grazie ai nostri soldati, carabinieri, poliziotti, finanzieri, vigili del fuoco e vigili urbani, guardiacarceri e guardiacostieri, forestali, piloti e marinai: svolgono quotidianamente un lavoro eccezionale per proteggere e difendere la nostra comunità. Un servizio di vitale importanza, guai se non ci fosse. Ma anche un servizio che va potenziato: così chiede la gente e, forse, chiedono gli stessi agenti.

In questo senso si inserisce la proposta dell’Europa, controfirmata anche dal nostro Governo, di investire 800 miliardi per soddisfare questo bisogno. Dentro il progetto, non solo maggiore personale e migliorie delle infrastrutture, ma anche potenziamento dell’attività tecnologica: va ricordato che lo sviluppo di internet, e ciò che oggi rappresenta, è nato proprio dalla tecnologia applicata al mondo militare.

Peccato, però, che questo progetto che prevede l’enorme ed esorbitante investimento, 800 miliardi, abbia come titolo ReArm Europe: il fine è quello di incentivare un piano di riarmo europeo con investimenti nel campo della Difesa dei Paesi membri e a livello comunitario.

Va bene il servizio pubblico, vanno bene le infrastrutture, va bene la tecnologia: ma le armi? Cosa nasconde questo mega investimento? La data dell'annuncio del progetto, 4 marzo 2025, non è casuale ed è coincisa con la drastica interruzione del supporto all'Ucraina da parte degli Stati Uniti. Che, immagino, abbia attivato campanelli d’allarme per gli stretti rapporti militari e diplomatici che gli Usa hanno da sempre avuto con l’Europa.

In un tempo in cui crescono le difficoltà economiche del Paese, c’è bisogno di potenziare servizi vitali come la Sanità, la Scuola, i Trasporti, l’energia alternativa, il più grande investimento degli ultimi tempi è per le armi. Ma è di questo che abbiamo davvero bisogno?


 

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