Oristano ha accolto, il fine settimana scorso, il convegno missionario regionale. Tanti gli spunti di riflessione soprattutto legati all’andare ad annunciare, a ogni uomo sulla terra, la buona notizia del Vangelo. Ma parlare di missione ci dà anche occasione per andare oltre i nostri confini territoriali per vedere come sta il mondo.
* di Mauro Dessì
Immersi nelle faccende di tutti i giorni, forse abbiamo poco tempo per accorgerci di cosa sta accadendo all’umanità e alla Terra. Purtroppo il nostro pianeta non gode di ottima salute: tra le tante criticità, quelle legate ai cambiamenti climatici e alla crescente povertà. Dentro quest’ultimo aspetto, l’operazione sempre più faticosa, sembra quasi una mission impossible, di risanare il debito internazionale degli Stati del terzo Mondo.
La crisi climatica e quella del debito non sono emergenze separate, ma due aspetti che si intrecciano perché affrontarle richiede un impegno collettivo, riconoscendo che la stabilità economica e ambientale del pianeta dipende da scelte condivise. Ristrutturare il debito e investire nello sviluppo sostenibile non è solo un atto di giustizia verso le Nazioni più vulnerabili, ma una necessità per l’intera famiglia umana, afferma Missio Italia: il futuro del nostro pianeta è una responsabilità comune, e colmare queste disparità non è una questione di carità, ma di sopravvivenza globale.
In questi giorni si discute, su più fronti, su come rinegoziare i debiti dei Paesi più poveri ma l’impressione è che ogni occasione sia buona perché i potenti della terra si arricchiscano ancora di più sfruttando le fragilità di chi ha poco per contrastare il colonialismo dei nostri tempi. I più ricchi non si fanno scrupolo di sfruttare in modo indiscriminato le risorse umane e naturali dei Paesi più poveri, pur di soddisfare le esigenze dei propri mercati.
Mancano piani di investimenti sociali e produttivi: ridurre i debiti significa creare opportunità perché i Paesi più poveri possano investire sul proprio sviluppo. Ma poco si sente su questo aspetto. Anche papa Francesco, nel suo messaggio per la Giornata mondiale della pace 2025, aveva affermato con fermezza: Incoraggio i governanti dei Paesi di tradizione cristiana a dare buon esempio, cancellando o riducendo quanto più possibile i debiti dei Paesi più poveri. Speriamo qualcuno metta in pratica: sarebbe anche questa una grande forma di missione.
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