Arte e spiritualità, il viaggio di una comunità è la mostra che il Museo Diocesano Arborense ha inaugurato giovedì 29 maggio per celebrare il Giubileo 2025.
* di Antonello Carboni
Frutto del sostegno dell’8xmille alla Chiesa cattolica, sono 72 le iniziative che le Diocesi italiane promuovono per narrare il legame delle comunità con il loro patrimonio e tra le persone e i luoghi abitati. Il progetto rientra nel più ampio programma Nel Tuo Nome, l’arte parla di comunità: nel presentarlo, la direttrice del Museo, Silvia Oppo, ha sottolineato che solo grazie al dialogo e alla stretta collaborazione tra il Museo Diocesano, l'Archivio Storico Diocesano, la Biblioteca del Seminario Arcivescovile dell'Immacolata di Oristano e il Capitolo Metropolitano della Cattedrale si è potuto partecipare e vincere il bando MAB (Musei, Archivi e Biblioteche) promosso dalla Conferenza Episcopale Italiana e finanziato in gran parte grazie al prezioso contributo dell’8xmille: Sono molto felice dei traguardi che insieme raggiungiamo, perché sono operazioni complesse che richiedono tempo e molto impegno, a partire dalla progettazione per arrivare alla programmazione fatta di selezione delle opere, richiesta di prestito e tanti altri particolari a cui bisogna fare attenzione, ha evidenziato la direttrice.
Anche l’Arcivescovo Roberto non manca mai di ricordare che siamo i custodi di un immenso patrimonio artistico e culturale e il nostro dovere è quello di valorizzarlo e metterlo a disposizione della vasta comunità interreligiosa, per creare connessioni e occasioni di riflessione: l’arte rappresenta un prezioso strumento di Dio capace di generare ponti e avvicinare gli uomini alla misericordia, ha più volte sottolineato l’Arcivescovo. Il percorso della mostra si apre con una indagine solenne curata da mons. Antonino Zedda, che introduce il visitatore al cammino e alla riflessione storica, sociale, morale ed esistenziale rappresentato dal Giubileo.
Secondo Alessandra Pasolini, docente di Storia dell’Arte Moderna dell’Università di Cagliari, una delle curatrici dell’esposizione, la mostra è dedicata ai fedeli ma anche a tutti coloro che cercano una risposta al loro desiderio di luce, giustizia, pace e verità. L’esposizione celebra, infatti, l’identità di una ampia comunità di fede che, nei secoli, si è riconosciuta anche attraverso significative opere d’arte dell’Arcidiocesi di Oristano. Anche Maria Francesca Porcella, tra le curatrici, invita il pubblico ad avvicinarsi all’arte per scoprire e intraprendere un cammino interiore e compiere un viaggio spirituale grazie alla bellezza che si esprime attraverso il linguaggio dell’arte.
La mostra, allestita nella Sala del Seminario, presenta importanti opere individuate attorno a sei fondamentali temi simbolo sui quali è stata costruita la narrazione. Il primo è la Porta, che rappresenta la Chiesa e il Giubileo. Poi troviamo la Croce, quale emblema della comunità di credenti che si affidano al Signore. La Comunione apostolica rappresenta invece il fondamento e primo nucleo della vita della Chiesa.
Le opere d’arte selezionate vanno dal 1200 ai giorni nostri: si parte con l’arte medievale dei picchiotti bronzei del 1228 del Placentinus, si passa per un capolavoro di imponenti dimensioni di Pietro Cavaro realizzato nel 1533, San Francesco che riceve le stimmate, di proprietà dei Frati Minori Conventuali, che hanno dato la loro preziosa collaborazione al progetto, e si arriva all’arte contemporanea rappresentato dall’opera di Antonio Corriga. La Mostra è visitabile fino al 31 ottobre e rappresenta un’occasione irripetibile per contemplare opere difficilmente fruibili.
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