Lunedì, 14 Giugno 2021

Per il secondo anno consecutivo la festa della Repubblica è stata vissuta in modo sobrio e misurato. E' stata certamente un'opportunità per concentrare l'attenzione sul senso essenziale di una democrazia che ha scelto la Costituzione repubblicana come forma fondamentale per il proprio vivere comune.

La nascita della Repubblica Italiana, nel 1946, segnava anch’essa un nuovo inizio: la edificazione di una casa comune, basata sulla libera sottoscrizione di un patto di cittadinanza da parte dei cittadini e, per la prima volta, delle cittadine.

Lo ha ricordato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, aprendo il concerto offerto in onore del Corpo diplomatico accreditato presso lo Stato italiano per il 75° anniversario della Repubblica italiana.

Sulle macerie il popolo italiano, i popoli d’Europa, i popoli del mondo, si proposero di non ripetere gli errori del passato. Non sempre ci siamo riusciti, ha osservato il Capo dello Stato, sottolineando però che la spinta alla rinuncia della guerra, come strumento di risoluzione delle controversie internazionali, è stata allora, e rimane, robusta e forte. È un disegno incompiuto, per il quale moltiplicare gli impegni comuni, ha ammonito Mattarella, che ha concluso: Con questa convinzione e in questa prospettiva auguro a tutti buona Festa della Repubblica Italiana.

Gran parte delle città italiane, con una cerimonia sobria ma allo stesso tempo solenne, ha onorato la festa. Anche Oristano, in piazza Mariano, ha vissuto un momento celebrativo alla presenza delle autorità. 


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(foto Santino Virdis)

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