Lunedì, 16 Settembre 2019

Progetto1

Si ride e ci si commuove sempre nei film del geniale Paolo Zucca. Anche questa volta, e forse di più. L’uomo che comprò la Luna sembra la più classica commedia d’autore, che diverte e intrattiene, eppure ti accorgi subito che è anche altro...

di KINO

La dimensione favolistica e divertente ti fa sprofondare in un mare magnum di emozioni, suggestioni e toni mistici da una parte e dall’altra ti rapisce il cuore con le sue delicate corde drammatiche, il tutto in una profonda dimensione onirica e fiabesca che ha il pregio (rarissimo) di restituire allo spettatore, sia a quello che ci conosce solo superficialmente sia al sardo vero, il mondo antico e moderno della nostra Sardegna, quella che lo scrittore Marcello Serra amava definire “quasi un continente”.

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Paolo Zucca propone il suo personalissimo, e perciò ancor più prezioso, viaggio alla scoperta di una terra antica, piena di contraddizioni e di valori, di bellezza e di arcaicità, di consuetudini e di regole non scritte, di cultura e di semplicità, di poesia e di dramma. Una Sardegna lontana dagli stereotipi vuoti di molti continentali, ma molto vicina alla verità di una terra che attrae per le suggestioni e le emozioni, una terra vergine che si concede con generosità solo a chi rispetta la sua identità, senza fare sconti a nessuno. Una Sardegna genuina da succhiare fino al midollo. Il racconto, frutto della collaborazione intensa tra il regista e due donne (Gepi Cucciari e Barbara Alberti), narra le vicende di un militare italiano (Jacopo Cullin) che riceve, da una fantomatica Agenzia per la Sicurezza Atlantica, il delicato incarico di scoprire chi è che ha rubato (o comprato) la luna. Il soldato, dietro lo pseudonimo di Kevin Pirelli e un marcato accento milanese, nasconde in realtà un’identità sarda. Per portarla in superficie, due agenti italiani suoi superiori ingaggiano un uomo con un misterioso passato alle spalle, che trasforma Gavino in un archetipo del vero balente sardo.

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Gavino ora è pronto per la sua missione: ricercare l’uomo che si è impossessato della Luna. Giunto in Sardegna, Kevin-Gavino si ritroverà in una terra, la sua, che non ha mai smesso di amare. Compirà un viaggio profondo alle sorgenti della sua humanitas, riscoprendo sé stesso, i suoi amori, ma anche le tradizioni e le sue più profonde radici, un viaggio in una terra misteriosa e familiare, complessa e semplice, affascinante e limpida come la Luna. Durante il viaggio riscoprirà, ancora una volta, che i Sardi sono un popolo che mantiene sempre le promesse fatte. Il bellissimo film è un canto d’amore di Paolo Zucca per la sua terra e le sue profonde radici, una sorta di elegia in onore della sua Sardegna arcaica e surreale, splendidamente racchiusa nel cammeo che apre il film: in una landa desertica s’incontrano un uomo, che guida un motocarro, e un asino. Si scrutano, si osservano, attendono che l’altro faccia il primo passo. Un ulteriore pregio del film, oltre alla bravura immensa degli attori protagonisti, lo splendido campionario di figure e comparse, questa volta sardi veraci che mostrano negli atteggiamenti, nelle maschere facciali, nelle pose, nell’ironia e nella sagacia un caleidoscopio di vivenze, sentimenti, valori, insomma uno stile e un modus sardus di vivere la vita che richiama l’antico sapore dell’ironia del sommo Plauto.

SCHEDA
Titolo: L’Uomo che comprò la Luna
Italia- Sardegna 2018
Regista: Paolo Zucca
Durata: 102 min
Genere: commedia
Interpreti e personaggi
Jacopo Cullin: Kevin Pirelli – Gavino Zoccheddu
Francesco Pannofino: agente segreto
Benito Urgu: Badore
Angela Molina: moglie del pescatore
Lazar Ristovski: pescatore

Giudizio: un viaggio nel misterioso mondo della sarditudine, uno spaccato riflessivo e spassoso sull’anima profonda dell’uomo e della donna di Sardegna. Affascinante e divertente. Storia, mito e pathos del vero sardo. Voto: 10

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