di KINO
Un battesimo cinematografico, quello di Martinez, con la sua prima opera, Tonno Spiaggiato, che ha catturato la mia attenzione non solo per l’assoluta freschezza nel raccontare una storia grottesca e assolutamente godibile, ma anche per lo stile geniale e l’empatia continua che suscita nello spettatore. La Sala cinema della mia città, anche se (purtroppo) l’unico spettacolo in programmazione è quello delle 22,15, è strapiena: il pubblico, vario ed eterogeno, occupa tutte le poltrone. Non ci sono preamboli o descrizioni ambientali particolari, si entra subito nel vivo della vicenda: Frank Matano e Matteo Martinez disegnano una storia surreale, dal sapore assolutamente nuovo. Il racconto è spumeggiante e assolutamente coinvolgente, come fosse narrato da due registi e recitato da due protagonisti, anche se i due ruoli sono effettivamente ben distinti: è evidente che Frank si muove secondo le direttive del “suggeritore che dall’interno della buca” guida magistralmente il suo attore il quale, a sua volta, (come nei migliori film di Totò) interpreta e ricama il copione, restituendo agli spettatori un’interpretazione mai carente o ripetitiva ma, anzi, a tratti geniale, proprio nella mescolanza, volutamente tragica e comica.

Una comicità adolescenziale e demenziale che fa sganasciare tutta la sala talvolta con risate amare, a denti stretti, altre volte con inattese situazioni che hanno, come unico scopo, quello di farti ridere di gusto: una nuova forma di comicità che prende le distanze dai vari teatrini come Colorado Cafe, Made in Sud etc., una narrazione assolutamente geniale e coinvolgente grazie anche all’ausilio di una nutrita schiera di personaggi godibilissimi, una per tutti zia Nanna, meravigliosamente interpretata dalla ultranovantenne Lucia Guzzardi. Insomma,erano secoli che non ridevo a crepapelle e con me tutto il pubblico presente. Ma, nel lavoro del duo Matano-Martinez, ciò che appare in superficie in realtà è molto di più: una commedia italiana che non somiglia per niente alle altre commedie italiane. Regista e protagonista riescono in modo sorprendente a buttarti nel bagnasciuga della loro comicità demenziale dove le risate si spiaggiano in continuazione. Risate fragorose che suscitano però anche una profonda riflessione sapienziale sulle più comuni situazioni vitali degli italiani: la ricerca di un lavoro, la deriva folkloristica di una certa forma di religiosità, le passioni e l’amore.

Brevemente la vicenda: Matano interpreta un eterno adolescente impegnato a sbarcare il lunario raccontando barzellette che non fanno ridere il pubblico dei locali in cui si esibisce, fino al giorno in cui, per sottrarsi alla solita figuraccia, fa una serie di battutacce sui kg in più della sua fidanzata Francesca, con la quale da 15 settimane vive una relazione d’amore tenera e sincera. Il pubblico si sbellica dalle risate, e Matano ci va giù in modo sempre più pesante: ricevendo applausi convinti, Francesca la prende molto male e lo molla. Frank indossa gli abiti del prete e architetta un piano diabolico: uccidere una vecchia zia di Francesca in modo da incontrare la ragazza durante il funerale con l’intento di ricucire il rapporto. Nel descrivere queste situazioni, tra il buffo scoppiettante e l’amara realtà, il giovanissimo regista dà il meglio di sé mostrando un’assoluta padronanza della cinepresa e uno straordinario feeling con Matano e con i bravissimi attori, i quali riempiono le scene come una masnada di lanzichenecchi pronti a distruggere luoghi comuni e situazioni déja vu con una carica di freschezza e di comicità particolarmente briosa ed effervescente. Una comicità assolutamente nuova, lontana anni luce dai cinepanettoni. E se il riso fa buon sangue: il racconto di Martinez è un’autentica trasfusione che ti rinnova il cuore facendoti un gran bene anche alla testa.
SCHEDA
Titolo: Tonno Spiaggiato Italia, 2018
Regia: Matteo Martinez
Genere: commedia
Durata: 90’
Interpreti: Frank Matano, Marika Costabile, Lucia Guzzardi, Niccolò Senni, Fabrizio Nevola.
Giudizio: Una storia assolutamente comica e drammaticamente vicina alla realtà esistenziale degli italiani. Si ride a crepapelle e si riflette su situation comuni che innervano la nostra vita. Voto: 8