di Giulio Gaviano
I mass media sono stati oggetto di attenzione specifica a partire dal decreto Inter Mirifica promulgato da Paolo VI nel 1963. Ora, nel web e nei social media, la Chiesa ha individuato una straordinaria risorsa per comunicare se stessa e raggiungere i fedeli. E i giornali di carta? Piras analizza la situazione delle 193 testate, spesso storiche, aderenti alla FISC (Federazione Italiana Stampa Cattolica). La Sardegna è una delle regioni ecclesiastiche in cui c’è un giornale per ciascuna delle dieci diocesi. Come si adattano i settimanali diocesani alla rivoluzione digitale?
Rispetto ai giornali generalisti hanno subito meno la crisi dell’editoria perché lavorano a livello locale, parlano di territorio, fanno un tipo di informazione che gli altri non garantiscono. Tuttavia, le nuove generazioni prediligono altri media e anche i cartacei cattolici subiscono una perdita costante. L’unica maniera per reagire è adattarsi ai cambiamenti epocali e, nel complesso, i giornali diocesani stanno dimostrando di volere sfruttare le opportunità offerte da internet e dai social network. Peraltro, la ristrutturazione della comunicazione diocesana non può prescindere da professionalità e competenze specifiche. Addirittura, molti giornali non si percepiscono come aziende editoriali e faticano a elaborare anche il minimo piano di gestione. Recentemente papa Francesco ha chiesto alla Segreteria per la Comunicazione di studiare criteri e modalità per comunicare il Vangelo attraverso i nuovi media. La Segreteria sta agendo principalmente in due ambiti: formazione del personale e innovazione tecnologica. I dipendenti devono conoscere i nuovi linguaggi, essere capaci di lavorare in team (aspetto sostanziale nella comunicazione multimediale) e saper produrre contenuti efficaci oltre che credibili e autorevoli. A livello diocesano, il contatto con il territorio è più diretto, attraverso le nuove tecnologie ci si può avvicinare alle persone, confrontarsi con il mondo circostante, costruire relazioni. Qui è forse il luogo migliore per capire il rapporto tra virtuale e reale e fare comunicazione nel senso più completo del termine.
Il libro di Marco Piras è pubblicato da Passione Educativa