Venerdì, 19 Luglio 2024

L’ Horse Country Resort di Arborea, una volta noto come Hotel Ala Birdi, nasce nei primi anni ‘70, con un piccolo blocco di 32 villini sparsi nella pineta litoranea, all’altezza della strada a Mare 24...

a cura di Alberto Medda Costella

In principio doveva essere il centro del cavallo in Sardegna, come in parte è stato ed è, ma nel tempo ha anche diversificato l’offerta. Negli anni gli spazi sono cresciuti e il complesso si è dotato di un’area ristorativa e congressuale, di una spa e perfino di un villaggio western, che nell’insieme attirano numerose persone, e giustificano la presenza delle sue 373 camere, per un totale di 1.000 posti letto, il più alto in provincia. Lo scorso anno un grosso incendio ha interessato il polmone verde della marina di Arborea e ha minacciato il complesso. Qualche inconveniente c’è stato, come il trasferimento degli ospiti nel centro fieristico della strada 19, ma le attività non si sono mai fermate e tutto risulta ormai alle spalle. In occasione del Convegno Regionale dei Catechisti, presenti circa 800 persone, abbiamo rivolto alcune domande a Jimmy Anedda, Sales & Marketing Manager (meglio conosciuto come Commerciale) della struttura di Arborea.

Il convegno di quest’anno ha per tema la disabilità. Com’è organizzato l’Horse Country per far fronte alle necessità di chi ha difficoltà di deambulazione?

Abbiamo abbattuto tutte le barriere architettoniche. La spiaggia può essere raggiunta facilmente, con la possibilità di immergersi in acqua grazie alla presenza della Sedia Job.

La struttura è aperta tutto l’anno?

La nostra stagione è molto lunga. Iniziamo la metà di marzo per chiudere i primi di novembre.

Chi sono generalmente i vostri ospiti?

La clientela è variegata. In certi periodi lavoriamo soprattutto con i sardi, con pacchetti a tema nel fine settimana. Proponiamo weekend esperienziali, come ciclopedalate, trekking a cavallo, yoga e meditazione. Essendo immerso nel verde, l’Horse Country e adatto per attività che richiedono silenzio e riflessione.

E in alta stagione da dove arrivano i turisti?

La fetta più grossa la fa il mercato tedesco, e per questo intendo anche l’Austria e la Svizzera. Ma sono in crescita soprattutto francesi e spagnoli, senza dimenticare inglesi e cechi. Per quest’anno registriamo invece incertezza sul mercato italiano, per i problemi sorti col ritardo dei voli in continuità territoriale, ma anche per i fatti di questi giorni che interessano la nostra isola.

Ospiterete anche eventi di carattere internazionale?

Nel 2021 ci saranno i mondiali di Endurance, una disciplina sempre legata al mondo dell’equitazione. Ci stiamo muovendo molto sulla parte sportiva e vorremmo ospitare i mondiali di pesistica, dato che gli atleti della federazione italiana hanno già svolto qui la preparazione.

Cosa vi aspettate dal Convegno catechistico regionale?

Tanta bella gente e gioventù: tanta preghiera serve anche a noi. L’evento permetterà di far conoscere la struttura, facendo sì che il nostro territorio diventi vetrina, spingendo nei dintorni chi ha sentito parlare dell’Horse Country ma non c’è mai venuto.

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