All’interno del grande panorama degli acquisti online, è bene dedicare il giusto spazio anche alla sostenibilità. Un tema al centro del dibattito quotidiano, diventato tendenza, uno stile di vita, un impegno verso l'ambiente e che ha anche implicazioni sul mondo della moda. Parliamo del mercato dei beni di seconda mano. Ma perché comprare usato?
* di Giacomo Orsolino
Perché acquistare vestiti indossati da altri? Innanzitutto, come detto sopra, per l'ambiente. Prendiamo, per esempio, proprio la produzione di vestiti: questa ha un impatto significativo sull’ambiente. L’industria tessile è responsabile di inquinamento idrico: si pensi che per produrre un solo paio di jeans servono mediamente tra i 7 e i 10 mila litri di acqua.
Si stima che l'industria della moda sia responsabile del 10% delle emissioni globali di carbonio, questo è dovuto a diversi fattori: l'energia utilizzata per la produzione di tessuti, la produzione di gas serra durante i processi di tintura e finitura dei capi e, infine, la proliferazione di discariche (per fare un esempio, nel deserto dell'Atacama, in Cile, ci sono circa 39 mila tonnellate di maglioni, jeans e magliette provenienti in prevalenza da mercati occidentali). I vestiti in discarica possono impiegare anche 200 anni per degradarsi naturalmente e possono inquinare il terreno e il ciclo dell'acqua.
Ma il beneficio non è solo per l’ambiente, ma anche per le nostre tasche. Comprare vestiti di seconda mano comporta un risparmio notevole. Senza contare il fattore vintage, un trend molto in voga soprattutto tra i giovani. Negli armadi dei propri genitori, per esempio, si possono trovare capi senza tempo che saranno sicuramente valide aggiunte al guardaroba. E che emozione esplorare i mercatini dell’usato alla ricerca di abbigliamenti inusuali e retrò che, grazie al giusto abbinamento, donano uno stile unico e personale. Con una tendenza simile, non mancano le opportunità per fare questo tipo di acquisto.
Ci sono molti siti web e App dove è possibile comprare vestiti di seconda mano come, per esempio, Vestiaire Collective, Depop e Vinted. Ma se si vuole fare un'opera di carità, invece che dismettere i vestiti si potrebbe prendere in considerazione l'opzione di donarli alla Caritas: dare una nuova casa ai vestiti, potrà donare felicità a qualcun altro e permettere a persone meno fortunate di poter uscire di casa con dignità e stile. È bene ricordare, però, che in questo caso non stiamo mandando rifiuti in discarica ma stiamo facendo beneficenza, quindi i vestiti dovranno rispettare determinati criteri: non dovranno essere irrimediabilmente usurati e certamente non macchiati o sporchi. Ma non solo abbigliamento.
Anche nel mondo della tecnologia l’acquisto di prodotti di seconda mano sta diventando sempre più popolare. Basti pensare alla rapida ascesa del mercato degli smartphone ricondizionati, ovvero dispositivi usati che sono stati riparati e ripuliti per essere rimessi in vendita. Questi dispositivi vengono sottoposti a test rigorosi per assicurarsi che tutte le funzionalità siano integre e che le condizioni fisiche siano ottimali. L'acquisto di uno smartphone ricondizionato può essere un'ottima scelta per ottenere un dispositivo di alta qualità a un prezzo inferiore: è possibile spendere anche il 40% in meno rispetto a un device nuovo di zecca e, ovviamente anche l’impatto ambientale causato dalla produzione di questo tipo di dispositivi crolla considerevolmente. È davvero incredibile come una moda, spesso accostata a qualcosa di frivolo, racchiuda in sé così tanti elementi positivi.
Premura verso il pianeta, stile e considerevole risparmio. Questa tendenza non ha alcuna intenzione di arrestarsi, forte della sempre maggiore consapevolezza dei consumatori. L’abito non fa il monaco, ma un abito può fare la differenza in un modo di vivere più sostenibile.
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