di Erika Orrù
Qual è la particolarità di queste giornate? Rappresenterebbero i giorni più freddi dell’anno, quelli in cui il freddo rincrudisce e che i nostri antenati temevano. Si tratta solo di una credenza popolare o si ha una conferma scientifica? Le statistiche meteorologiche degli ultimi anni confutano questa convinzione, ciò non significa che faccia caldo, ma che talvolta nelle giornate invernali in cui le temperature registrate dovrebbero essere le più rigide dell’anno, queste effettivamente non lo siano. Da dove trae origine quest’espressione singolare? La sua nascita non è ben chiara, già nel 1740 il reverendo Sebastiano Pauli aveva cercato di fornire una spiegazione plausibile con due diversi aneddoti: secondo la prima ipotesi, solo grazie alle temperature rigide di questi tre giorni, che resero il fiume una strada ghiacciata, fu possibile trasportare oltre il Po un cannone chiamato La Merla; secondo l’altra ipotesi una nobile signora originaria di Caravaggio, chiamata de Merli, per raggiungere il marito dall’altra parte del Po, fu costretta ad aspettare la fine di gennaio affinché le basse temperature ghiacciassero il fiume. Le leggende che spiegano l’origine di quest’espressione sono molteplici e variano da regione a regione, la più accreditata narra della baruffa tra una merla dal piumaggio candido e il dispettoso Gennaio, all’epoca di 28 giorni. Il gelido mese ricopriva la terra di neve ogni volta che l’uccello lasciava il nido per procacciare cibo, così la merla per ingannarlo decise di fare scorta e restare rintanata coi suoi pulcini per l’intero mese.Gennaio si vendicò chiedendo giorni in prestito (secondo alcuni due, secondo altri tre) a febbraio che ne aveva 31; così, quando la merla uscì dal nido, il mese dispettoso la sorprese investendola con un’ondata di vento gelido. Il volatile, in attesa che la bufera passasse, si rifugiò in un comignolo; quando uscì dal nascondiglio la livrea si era ingrigita a causa della fuliggine del camino e da allora rimase di tale colore. Ciò spiegherebbe il marcato dimorfismo sessuale che si manifesta principalmente nel colore del piumaggio: nero nel maschio e bruno/grigio nella femmina. In Sardegna, invece, secondo una leggenda contadina, i giorni della merla - non tre, ma due (il 30 e il 31 gennaio) - sono chiamati Sas dies imprestadas, vale a dire i giorni prestati. Si narra di un gennaio, allora di 29 giorni, particolarmente mite che diede un ottimo pascolo a un giovane pastore, il quale, rassicurato dal fatto che il mese era quasi terminato, se ne vantò. Gennaio, indispettito, era intenzionato a punirlo, ma non avendo più giorni a disposizione ne chiese due in prestito a Febbraio, allora composto da 30 giorni. Febbraio acconsentì e il gelido mese poté dare libero sfogo alla sua vendetta, sterminando il gregge con la neve e il gelo; si salvò solo una pecora che riuscì a nascondersi sotto la caldaia di rame utilizzata per preparare il formaggio. I due giorni non furono mai restituiti e, da allora, gennaio ha 31 giorni e febbraio 28. Origine della locuzione a parte, esiste un’altra credenza sui Giorni della Merla che decreta come sarà la primavera prossima: se i giorni saranno freddi, la stagione successiva sarà calda, se saranno caldi la primavera tarderà a farsi largo. Chissà se c’è un fondo di verità… attendiamo!