Il 16 luglio 1974 nasceva la IV Provincia sarda con Capoluogo la città di Oristano, istituita con la legge n. 306 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 205 del 5 Agosto 1974. L'evento è stato celebrato a Oristano con una serie di iniziative che ha visto, tra le altre, in piazza Roma l'esposizione di uno stendardo commemorativo calato dalla Torre di Mariano e della FIAT 132 con la targa OR 00001, una mostra d'arte e storica a Palazzo Arcais e un concerto al Teatro Garau.
Al termine dei festeggiamenti tenutisi a Palazzo Arcais nell’area cortilizia, dove si è potuto ammirare il racconto di cronaca e per immagini di 50 anni della storia della Provincia, celebrata anche per mezzo di una esposizione di alcune opere d’arte di proprietà della provincia, abbiamo incontrato l’attuale Amministratore della Provincia, Massimo Torrente, al quale abbiamo chiesto di tracciare un bilancio dopo nove anni di guida trascorsi al timone di una imbarcazione che, come in tutti i viaggi mitici, ha dovuto navigare per mari e venti non sempre placidi.
Presidente, che senso ha per il cittadino parlare oggi di Provincia?
Guardi, bisognerebbe fare subito una riflessione circa l’inutilità della Riforma Delrio, ovvero quella che prevedeva l’abolizione delle Province, perché mai era emersa l’evidenza così schiacciante di quanto le Province fossero un Ente intermedio, vitale per le funzioni che esercitava.
Non tutti sanno quali siano le funzioni, ce ne vuole parlare?
Le principali sono la viabilità, l’edilizia scolastica e l’ambiente. All’indomani dei tagli ci si è accorti da subito, attraverso la trascuratezza, soprattutto degli assi viari, dell’importanza della Provincia, che purtroppo per mancanza di fondi e di personale per adempiere ai propri compiti ha praticato sforzi indicibili. Il nostro organico si è ridotto di due terzi e se, per esempio, prima c’era un numero di risorse umane abbastanza sufficiente per la cura delle strade, ora poco si può fare visto che sono rimaste appena dieci persone preposte a questo.
Dalle sue parole percepiamo tanto rammarico. Quale sarà, secondo Lei, il futuro dell’Istituzione?
A livello nazionale la figura delle Province è stata molto rivalutata e attendiamo gli sviluppi di un pensiero ormai comune a tutte le forze politiche; certamente nel 2025 si insedierà nuovamente un organo politico che dirigerà l’Ente, ma non sappiamo al momento se ci saranno elezioni di primo o di secondo livello. Nel senso che se il Governo farà in tempo a modificare la Riforma Delrio si voterà di nuovo con il suffragio popolare, diversamente si procederà con la legge attuale.
Quale scenario si presenterà dunque in Sardegna?
Le attuali province di Cagliari e di Sassari diverranno Città metropolitane e, come sappiamo dalla Riforma Delrio, il loro presidente sarà il sindaco delle rispettive città capoluogo; invece delle provincie storiche rimarrà solo Oristano, in quanto rappresenta l’unica dalla quale non è nata una nuova provincia: perciò, delle vecchie ci saranno solo Oristano e Nuoro. Complessivamente si aggiungeranno anche le ultime altre quattro istituite che già conosciamo: dunque in Sardegna ci saranno sei province e due Città metropolitane.
Torniamo alla provincia di Oristano: cosa è successo in questi anni di gestione commissariale?
In questi anni abbiamo sofferto il taglio dei fondi da parte dello Stato, che ci prelevava anche quei pochi ottenuti dai tributi che però, non essendo stati sufficienti a pagare i prelievi, avevano pure generato un debito che, due anni orsono, siamo riusciti a sanare. Di questo ne siamo orgogliosi: di fatto, però, la gestione è sempre stata molto faticosa ed estremamente ragionata nelle priorità.
Adesso che il suo mandato è in scadenza cosa farà? Quali sono gli ultimi suoi compiti?
Lascio un Ente di fondamentale importanza per il cittadino, che purtroppo è stato sempre svantaggiato con le risorse economiche ma siamo estremamente soddisfatti di aver fatto tantissimo soprattutto nel campo dell’edilizia scolastica. Certo, un pochino meno si è fatto nella manutenzione strade ma lasciamo 19 progetti in essere e la soddisfazione di avere fatto tanto nelle infrastrutture per tutto il territorio.
Ci sarà fino al nuovo insediamento?
No, lascerò l’amministrazione nelle mani di un nuovo commissario che avrà il compito di condurci fino alle elezioni.
La ringraziamo presidente, Le auguriamo buon lavoro.
Grazie a voi.
A cura di Antonello Carboni