Le cronache, anche quelle degli ultimi giorni, continuano a narrare di un mondo giovanile disagiato, ribelle, senza valori e, per certi versi, privo di speranza. Si generalizza troppo, a parer mio. È vero che non si può chiudere gli occhi o tapparsi le orecchie davanti a notizie, anche recenti, di femminicidi, incidenti stradali, risse e fenomeni social in cui i protagonisti, in negativo, sono i più giovani. Ma non tutto il mondo giovanile può pagare per queste vicende.
* di Mauro Dessì
Non sono tempi facili per i giovani, questo è innegabile: ma chi non sta faticando di questi tempi? Anche quella dei giovani è una categoria ricca di risorse, di potenzialità, di talenti. Tra i giovani c’è chi si distingue: per intraprendenza, per coraggio, per voglia di socialità. Ne sono un esempio i circa 1400 giovani che domenica scorsa, 6 aprile, si sono ritrovati a Mogoro per vivere una giornata regionale. Pochi? Tanti? Non è questo il punto.
La cosa importante è che esiste una comunità di giovani, anche nella nostra Isola, che sa accogliere la proposta, molto scomoda, di seguire la croce. In un tempo in cui la fanno da padrone gli influencer che inculcano i messaggi del niente, c’è anche chi, andando controcorrente, si ritaglia preziosi spazi di ascolto per riflettere su sé stesso.
Ai giovani accorsi a Mogoro sono stati proposti momenti di festa e di fraternità come a loro piace, ma anche un messaggio importante: anche dentro le tue infelicità, le tue fatiche, il tuo sentirti non accolto e non ascoltato, si intravvede la preziosità della tua vita, sappila coltivare e curare sempre!
Per farne meglio comprendere il senso, il Vescovo mons. Corrado Melis, delegato regionale per i giovani, durante la giornata ha raccontato una storia: Un’ostrica disse a un’altra vicina: Ho dentro di me un gran dolore. È qualcosa di pesante e tondo, io sono allo stremo. Replicò l’altra ostrica con altezzoso compiacimento: Sia lode ai cieli e al mare, io non ho nessun dolore, sono sana sia dentro che fuori. In quel momento passò un granchio e, udendo le due ostriche, disse a quella che stava bene: Sì, tu stai bene e sei sana; ma il dolore che la tua vicina porta in sé è una perla di straordinaria bellezza.
Credo che i nostri giovani oggi abbiano bisogno di essere incoraggiati: sarà ancora grezza, ma anche la loro vita è una perla preziosa. Bello che a lanciare questo messaggio sia stata proprio la Chiesa.
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