Ho la sensazione che la Chiesa, e il mondo intero, stiano vivendo giorni importanti che saranno riportati nei libri di storia; giorni percepiti e vissuti come tempi provvidenziali.
* di Antonino Zedda
Abbiamo partecipato intensamente agli eventi riguardanti la conclusione della vita e la morte del nostro amato papa Francesco; abbiamo ancora negli occhi il suo funerale, con l’omaggio politico dei grandi della Terra ma anche con l’affetto sincero delle migliaia di persone che hanno voluto tributargli, durante lo storico passaggio per le strade della Città Eterna verso il luogo della sepoltura, nella Chiesa mariana più importante del mondo la Basilica Liberiana, che conserva l’antichissima ikona mariana Salus Populi Romani, veneratissima anche da Francesco.
Così la Chiesa si ritrova, dentro gli antichi meccanismi del Conclave, a scegliere un nuovo Papa, successore di Pietro e Vicario di Cristo. Nei giorni precedenti, durante le Congregazioni generali, i Cardinali hanno chiesto all’intero popolo di Dio di pregare, di invocare lo Spirito Santo che orienti, la volontà dei grandi elettori, nella scelta del nuovo Pontefice: i cardinali sono chiamati a un grande discernimento, dopo aver toccato il polso del mondo e della Chiesa, dovranno scegliere il Papa giusto per il momento giusto; non è semplice scegliere l’uomo della Provvidenza che dovrà guidare il gregge di Cristo.
Mi domando: ma in fondo di cosa abbiamo bisogno? Di un Sommo Pontefice? Sì. Di una guida spirituale autorevole? Certamente Sì. Di un modello di vita e di un testimone? Anche, Sì: io credo che abbiamo bisogno di un Padre. Tra tutti i titoli che rivelano il pontificato, quello che più mi piace e mi commuove è Santo Padre: credo che riveli una vocazione profonda, che tocca ogni essere umano. In fondo, tutti abbiamo bisogno di un Padre; non solo di un babbo, figura unica e fondamentale nella vita di ciascuno di noi: abbiamo bisogno di una persona che ci mostri il volto di Dio, il volto del Padre misericordioso.
Nei giorni scorsi, durante l’incontro settimanale coi cresimandi della mia parrocchia, abbiamo insieme riflettuto su Francesco e sul Conclave. A bruciapelo ho chiesto loro: come dovrà essere il nuovo Papa? In coro hanno risposto: dovrà stare vicino alla gente e a noi ragazzi. Qualcuno poi si è avventurato in pronostici sul nome: speriamo si faccia chiamare Giuseppe! Che bella intuizione: Giuseppe ha fatto da padre al Figlio di Dio.
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