Il 2 giugno la nostra Repubblica compie 79 anni. Tanti ne sono passati da quando con un referendum istituzionale, che si svolse tra il 2 e il 3 giugno del 1946, gli italiani furono chiamati alle urne per decidere quale forma di Stato, monarchia o repubblica, dare al Paese.
*di Mauro Dessì
Fu la prima votazione a suffragio universale indetta in Italia, alla quale parteciparono, per la prima volta, anche le donne. Nell’approfondire la storia, entrando dentro i numeri, è interessante ricordare come a votare fu l’89% degli aventi diritto.
Un evento straordinario, certamente, che stride tanto con le percentuali di voto delle elezioni delle scorse settimane (ma anche degli ultimi anni) in cui neanche la metà degli italiani si è presentata a votare. C’è disaffezione alla politica: la sensazione è che le persone disertino le urne perché il voto non conta nulla. La politica appare lontana, poco in sintonia con un elettorato che, per certi versi, si sente tradito da chi governa, a tutti i livelli.
C’è bisogno di ritrovare fiducia in chi ci amministra, ancora di più nell’importanza del voto, di poter dire la nostra: un dovere, un diritto, un fondamento della nostra Costituzione.
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