Martedì, 23 Ottobre 2018

Nella sua famiglia la musica è sempre stata presente; sin da piccola ha ascoltato diversi generi e, crescendo, ha deciso che la musica sarebbe stata la sua vita...

A cura di Alessia Andreon

Anna Floris, violinista oristanese, è una ragazza con la testa sulle spalle, ha valutato bene la sua scelta prima di iscriversi al Conservatorio, portando a termine prima gli studi classici, ha frequentato per anni la Scuola Civica di Musica come violinista. Le prime difficoltà non l’hanno demotivata, anzi sono state per lei uno stimolo che le ha fatto amare ancora di più lo strumento al quale si era avvicinata fin da bambina e che ha definitivamente scelto grazie all’incontro con i maestri Corrado Lepore prima e Fortunato Casu poi.
Cosa ricerca Anna nella musica?
Principalmente vorrei esprimere un sentimento, uno stato d’animo, è questo che cerco di fare nell’Ensemble Scisma, formazione interna al Conservatorio di Cagliari, che, da qualche anno, lavora sul repertorio contemporaneo e del ‘900. In un brano dovevo esprimere paura e angoscia e quindi le note erano stridenti, si tratta di lavorare sugli effetti dello strumento. Un esperimento interessante, soprattutto perché rappresenta un approccio diverso con il pubblico.
Come si può avvicinare il pubblico a queste sonorità onomatopeiche?anna floris
Sicuramente alcune di queste composizioni risultano più orecchiabili di altre; è fondamentale spiegare al pubblico, prepararlo a quello che ascolterà. È un tipo di suono meno usuale all’orecchio dell’ascoltatore medio, che è più avvezzo alla musica classica tradizionale.
Com’è scandita la vita di un musicista?
Lo studio c’è ed è fondamentale, ma ho imparato che più ci si intestardisce su un passaggio e meno viene. Personalmente studio dalle 4 alle 7 ore al giorno, dipende dagli impegni (esami, concerti, masterclass). La cosa strana è che noi musicisti stiamo sempre pensando a come rendere al meglio un brano, anche mentre stiamo facendo altro, la testa è costantemente tra le note.
Cosa ti piacerebbe fare finito il Conservatorio?
Mi piacerebbe insegnare. Per intraprendere la carriera solistica ci vuole molta sicurezza in se stessi, io invece mi sento più portata per stare in un insieme o in orchestra e magari, contemporaneamente, trasmetterela mia passione ai più piccoli.
Consigli per chi sta iniziando?
Innanzitutto non scoraggiarsi alle prime difficoltà. Quando ho tenuto in mano il violino la prima volta non sapevo come prenderlo, mi faceva male stare in una certa posizione, poi l’archetto… pure lui non sapevo come tenerlo… Ma, se c’è, la passione emerge e davvero capisci che quella è la tua strada quando con tenacia e impegno superi le difficoltà.

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