Domenica, 19 Gennaio 2020

Progetto1

Peppetto Pau è stato certamente una delle figure più brillanti della città. Grande studioso, archeologo, poeta e scrittore. Ora, a trent’anni dalla sua scomparsa, l’Amministrazione comunale di Oristano ha stabilito di dedicargli il Centro di Documentazione e Archivio Torre d’arenaria...

di Mario Virdis

La presentazione del progetto è avvenuta lunedì 30 dicembre alle ore 17,30, nel Museo Archeologico Antiquarium Arborense a lui dedicato. Nella sala adiacente a quella dei Retabli, al primo piano dello storico palazzo di via Parpaglia, tanti oristanesi non sono voluti mancare all’interessante appuntamento. Oltre il sindaco Andrea Lutzu, erano presenti l’assessore alla cultura Massimiliano Sanna e altri assessori e consiglieri, il direttore della Fondazione Oristano Francesco Obino, Raimondo Zucca direttore del Museo, Antonella Casula direttore dell’Archivio storico comunale, Gianfilippo Uda e altri che hanno portato il loro personale ricordo del grande oristanese. Ha aperto l’incontro Francesco Obino, che, dopo l’introduzione e i saluti, ha passato la parola al sindaco Lutzu. Questa Amministrazione – ha detto il sindaco – è fortemente impegnata nel campo culturale, e per farlo intende portare avanti in primo luogo la valorizzazione degli oristanesi illustri, che hanno dato lustro e prestigio alla città; in quest’ottica è stato avviato il progetto di creare Torre d’Arenaria, un centro che raccolga quanto più possibile sugli scritti e sul pensiero del grande Peppetto Pau. Ha poi detto che nella serata sarebbero stati portati a conoscenza del pubblico diversi documenti già in possesso del Comune. Antonella Casula ha messo in evidenza il contenuto del Fondo Peppetto Pau, un grosso faldone di documenti che testimonia la grande attività svolta dall’intellettuale raffinato, che ha lasciato ai posteri straordinarie liriche, oltre che scritti importanti.

raimondo zucca antiquarium torre darenaria peppetto pau

Liriche dedicate in particolare al Sinis, tanto da essere considerato il vero cantore del Sinis. Il suo caro amico, il pittore Antonio Amore, scrisse sulle colonne de La Nuova Sardegna (27 luglio 1989): Peppetto Pau, l’usignolo dolce ardente del Sinis, il fido custode del sacro, dei miti della sua Terra. A trasmettere ai presenti alcune liriche è stato Gianfilippo Uda. Ha poi preso la parola prof. Zucca, che conobbe e frequentò Peppetto Pau fin da ragazzo, in quanto all’epoca dimorava vicinissimo a casa sua, praticamente a due passi dalla torre di Portixedda, quella Torre d’arenaria che diventerà il simbolo del Centro di documentazione in gestazione. I ricordi del prof. Zucca, davvero toccanti, hanno evidenziato la capacità e la grandezza dell’artista oristanese, divenuto un intellettuale di spessore. Oristano in futuro dedicherà molta più attenzione ai suoi figli che hanno dato alla città lustro e onore. Dopo Peppetto Pau già altri eccellenti nominativi sono in posizione. Ora bisogna completare questo primo percorso e per farlo al meglio occorrono due cose importanti. Primo: coinvolgere culturalmente gli studenti (in particolare quelli delle scuole superiori); secondo: coinvolgere l’intera città di Oristano. Sono tanti gli oristanesi che in casa hanno cimeli, scritti e ricordi legati al grande Peppetto Pau. Oggi con la digitalizzazione è possibile aggiungere nuovi tasselli al fondo che raccoglie i suoi scritti, per cui sarà possibile completare la sua conoscenza di uomo di cultura e di poesia, per comprendere ancora meglio la complessità della sua anima di Cantore del Sinis.

Photo credits: Santino Virdis

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