A volte succede: davanti a fatti di cronaca controversi, quando il colpevole può essere più di uno, e più di uno i possibili esiti del processo, quasi inconsciamente diventiamo i giudici. È stato lui/lei, è chiaro, è colpa sua. Ogni tanto, però, accade qualcosa che spinge a riflettere, e fa intuire la complessità del compito di chi, per lavoro, deve giudicare.
Mauro Solinas, avvocato