Martedì, 27 Settembre 2022

Fin dalle primissime pagine la Bibbia racconta, con orrore, l’origine della violenza nella famiglia umana: nei primi capitoli del libro della Genesi è descritto il terribile assassinio di Abele a opera di suo fratello Caino. La violenza fratricida sembra essere scritta nel profondo del cuore umano.

di mons. Tonino Zedda

 


Proprio perché narra l’origine della violenza la Bibbia rifiuta in modo categorico ogni forma di prevaricazione e di guerra. Anche Gesù Cristo, che ha vissuto nella sua carne la violenza, la passione e la morte, ha insegnato sempre ai suoi discepoli di non accettare la logica della violenza, di fuggire dai lacci della vendetta e dell’odio e di rispondere al male con bene, all’offesa col perdono e la misericordia.

Sono innumerevoli gli interventi dei pontefici contro la guerra e la violenza: in occasione di tutti i conflitti dell’ultimo secolo (specie le due guerre mondiali) sono sempre intervenuti in maniera forte e solenne, richiamando l’altissimo valore della pace e l’inutilità della guerra. Vogliamo ricordare in questa tragica occasione le parole di Paolo VI, Giovanni Paolo II e del nostro amato Papa Francesco.

PAOLO VI allonuPaolo VI, primo Papa a salire a bordo di un aereo e viaggiare verso gli estremi confini della Terra, in 15 anni di pontificato ha compiuto 9 viaggi all’estero. Il 4 ottobre 1965 si recò in visita all’ONU dove lanciò un forte appello contro la guerra. Fu una visita storica, la prima di un Papa al Palazzo di Vetro. Jamais plus la guerre, jamais plus la guerre (Mai più la guerra, mai più la guerra!) affermò il Pontefice all’Assemblea Generale. E aggiunse con voce vibrante: la pace, la pace deve guidare le sorti dei popoli e dell’intera umanità. Quel messaggio scosse le coscienze, fu profetico: ed è valido ancora oggi. Si avviava alla conclusione il Concilio Vaticano II quando Paolo VI compì la breve missione negli Stati Uniti in occasione del ventennale della fondazione delle Nazioni Unite. L’obiettivo del Papa era quello di appoggiare gli sforzi dell’ONU mentre all’epoca si stava discutendo su come trasformare quell’istituzione internazionale in uno strumento di pace. Già nel 1962 il mondo era stato sul limite di una guerra mondiale: in quel momento la guerra devastava non solo il Vietnam, ma anche il Congo. E la Guerra Fredda teneva ancora diviso il mondo in due blocchi. Paolo VI era ben consapevole di rivolgersi a entrambi i blocchi; l’intervento di papa Montini servì anche a ribadire la necessità di processi multilaterali - affidati a iniziative e strumenti di dialogo e confronto - nella soluzione di molti problemi. Paolo VI nel momento in cui partiva da Roma dichiarò: il mondo esige pace, vera, stabile, duratura, dopo le sofferenze delle guerre, che hanno sconvolto il nostro secolo, dopo i lutti immani che hanno devastato l’umanità.

johnpauliiAnche Giovanni Paolo II fu costretto a intervenire più volte contro le guerre e a favore della pace, tra gli innumerevoli interventi segnalo queste forti e attuali parole: Desidero rinnovare un pressante appello a moltiplicare l'impegno della preghiera e della penitenza, per invocare da Cristo il dono della sua pace. Senza conversione del cuore non c'è pace. I prossimi giorni saranno decisivi per gli esiti della crisi irakena. Certo, i Responsabili politici di Baghdad hanno l'urgente dovere di collaborare pienamente con la comunità internazionale, per eliminare ogni motivo d'intervento armato. Ma vorrei pure ricordare ai Paesi dell’ONU che l’uso della forza rappresenta l'ultimo ricorso, dopo aver esaurito ogni altra soluzione pacifica… Ecco perché - di fronte alle tremende conseguenze che un'operazione militare internazionale avrebbe per le popolazioni dell’Iraq e per l'equilibrio dell’intera regione del Medio Oriente, già tanto provata, nonché per gli estremismi che potrebbero derivarne - dico a tutti: c’è ancora tempo per negoziare; c'è ancora spazio per la pace; non è mai troppo tardi per comprendersi e per continuare a trattare. Io appartengo a quella generazione che ha vissuto la seconda Guerra Mondiale ed è sopravvissuta. Ho il dovere di dire a tutti i giovani, a quelli più giovani di me, che non hanno avuto quest’esperienza: Mai più la guerra! come disse Paolo VI nella sua prima visita alle Nazioni Unite. Dobbiamo fare tutto il possibile!

papafrancesco.tweet .ucraina.russia 696x442 1Anche Papa Francesco, in occasione degli ultimi avvenimenti sulla guerra in Ucraina, dopo essersi personalmente recato a incontrare l’ambasciatore della Russia e, (sono anche convinto che abbia tentato in tutti i modi di sentire anche il presidente Putin), ha usato parole amare e di grande sofferenza: Ho il cuore straziato per quanto accade in Ucraina e in altre parti del mondo. Tacciano le armi, Dio sta con gli operatori di pace, non con chi usa la violenza. E ancora: In questi giorni siamo stati sconvolti da qualcosa di tragico: la guerra. Più volte abbiamo pregato perché non venisse imboccata questa strada e non smettiamo di pregare, anzi supplichiamo Dio più intensamente. Per il Papa chi fa la guerra dimentica l'umanità. La guerra non parte dalla gente, ricorda Francesco, non guarda la vita concreta delle persone, ma mette davanti a tutto gli interessi di parte e i poteri. Si affida alla logica diabolica e diversa delle armi che è la più lontana dalla volontà di Dio. E si distanzia dalla gente comune che vuole la pace, perché in ogni conflitto la gente comune è la vera vittima che paga sulla propria pelle le follie della guerra. Penso agli anziani, continua il Papa, a quanti in queste ore cercano rifugio, alle mamme in fuga con i loro bambini. Sono fratelli e sorelle per i quali è urgente aprire corridoi umanitari e che vanno accolti. Con il cuore straziato per quanto accade in Ucraina - e non dimentichiamo anche in altre parti del mondo, nello Yemen, in Siria, in Etiopia - ripeto: tacciano le armi, Dio sta con gli operatori di pace non con chi usa violenza.

Pin It

Leggi anche

Iscriviti al nostro canale youtube

Guarda i nostri video dalla diocesi

YouTube icon