Lunedì, 13 Luglio 2020

Progetto1

Una fede dai cento colori: catechesi e liturgia in dialogo è il titolo del Convegno catechistico diocesano che sabato 5 e domenica 6 ottobre si è svolto nei locali della parrocchia di San Giovanni Evangelista di Oristano, coinvolgendo 160 catechisti di 35 parrocchie dell'arcidiocesi arborense...

di Alessia Andreon

Il convegno ha introdotto il tema che accompagnerà l'intero itinerario formativo annuale che - come ha spiegato il direttore dell’ufficio catechistico diocesano, don Alessandro Enna – è un percorso ancora da strutturare con l’aiuto dei parroci. A guidare gli incontri Morena Baldacci, teologa e liturgista pescarese, responsabile del servizio Diocesano di Pastorale Battesimale di Torino e Carla Tione, torinese, catechista e operatrice pastorale per la Diocesi di Torino. Presente ai lavori del convegno l'arcivescovo, padre Roberto, che ha celebrato anche la Messa conclusiva del suo primo convegno catechistico come pastore della nostra diocesi.

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Il convegno quest’anno ha scelto di toccare un tema delicato ma allo stesso tempo affascinante, attraverso il metodo formativo laboratoriale, cercando di studiare i linguaggi della fede tra catechesi e liturgia.

Parole, gesti, suoni, profumi, spazi, colori hanno aiutato i catechisti ad immergersi in una nuova dimensione, in cui hanno provato a regalarsi, semplicemente, del tempo per se stessi, per sporcarsi le mani. Non è stato un esperimento o un gioco, ma un modo per rispolverare i cinque sensi che, per mancanza di tempo o per pigrizia, non vengono utilizzati in questo ambito; eppure sono le stesse Scritture a fare esplicito riferimento ad essi.

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La prima fase del laboratorio è stata l'accoglienza, la preparazione del convegno stesso, così come il catechista si prepara per l’incontro settimanale. Il secondo passo è la precomprensione: tutti siamo il frutto della nostra storia e delle esperienze positive o negative che facciamo quotidianamente, ed è in questo terreno che ci si muove con i bambini e gli adulti. Terza fase è l’approfondimento o analisi, che conduce a indagare su come e perché, in un certo momento della storia della chiesa, liturgia e catechesi, da materia unica, sono diventate due branche distinte e spesso in contrasto. Ora entrambe sono in crisi e devono ridefinirsi, ricentrando i propri obiettivi. È in atto un processo inesorabile che parte dalle dimensioni simboliche della vita, l’esperienza concreta e i linguaggi liturgici. Catechesi e liturgia ripartono quindi dalla molteplicità di linguaggi per conoscere e fare esperienza della bellezza di Dio, eppure, come il linguaggio umano si esprime con una molteplicità di forme, così anche nell’esperienza di fede essi hanno usi e significati diversi. Ma quanto e come dosarli? C'è bisogno di pesarne alcuni e riscoprirne altri, spesso trascurati totalmente, come il silenzio; troppe parole utilizzate compulsivamente generano stordimento, non comunicazione. L'azione di Dio passa attraverso il gesto: Dio si dona nella relazione dove gesti e parole sono linguaggi che lo rendono tangibile, esperibile e qui si entra nella quarta e conclusiva esperienza: la liturgia è un’atmosfera da respirare, in cui ci si forma lasciandosi plasmare dalle forme. La miglior pedagogia religiosa è una liturgia ben celebrata. Osare quindi sarà la parola chiave per scuotere catechesi e liturgia dal loro stallo attuale.

convegno catechistico diocesano 2019

Qualche curiosità: la più giovane catechista presente al convegno era Anna Puliga della parrocchia di Tramatza, ha 16 anni e da due è aiuto catechista. Quest’anno, insieme ad un’altra coetanea e due ragazze poco più grandi, si occuperà del gruppo di prima elementare. È il mio primo convegno e sono sicura che il confronto con catechiste di lunga esperienza mi aiuterà in questa nuova avventura!

Photo credits: Santino Virdis

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