Lunedì, 28 Settembre 2020

Progetto1

Un Convegno diverso! Non solo per la splendida cornice logistica dell’Horse Resort Country di Arborea, non solo per la partecipazione numerosa ed entusiasta di circa 700 persone, non solo per la brillantezza dei relatori e per le splendide testimonianze, ma in primo luogo per l’importanza del tema scelto: la catechesi alle persone con disabilità...

di M. A. C.

Il brano del vangelo di Marco del paralitico calato dal tetto da quattro portatori è stato il leit motiv dell’intera giornata. Una chiamata per il credente che conduce a Gesù ogni uomo. L’incaricato regionale, don Luigi Delogu, ha aperto il convegno attraverso una simpatica convocazione dei partecipanti, provenienti dalle dieci diocesi sarde. La presenza di tutte le diocesi ha permesso di sentire la regionalità ecclesiale e una condivisione di sforzi e di sentimenti. Per diversi motivi alcuni direttori non hanno presenziato, ma ogni chiesa locale ha preso parte alla giornata. Fiorenza Pestelli, docente IRC della diocesi di Pesaro, è intervenuta con estrema delicatezza sul tema dell’accompagnamento e dell’educazione dei ragazzi e ragazze con disabilità. Ha guidato la nutrita assemblea alla riflessione sulla prossimità come storia di presenza di Dio. Il criterio della vicinanza e della prossimità è stato il bandolo della sua relazione sentita e commossa.

catechisti arborea 1

I video di Jean Venier, fondatore de L’Arche, hanno evidenziato in modo sublime il pensiero della relatrice. Non è opportuno stare a fianco ai disabili come se fossero diversi, perché siamo tutti diversi, grazie a Dio! È urgente ripensare alla nostra catechesi e al modo di vivere la celebrazione eucaristica. È evidente che si devono ripensare i percorsi di evangelizzazione nelle chiese, nelle liturgie, nelle nostre attività pastorali. Non poche comunità hanno già attivato percorsi sensoriali, tattili, ludici come itinerari di evangelizzazione. Politici e altri comunicatori sono più avanti di noi nell’accompagnamento comunicativi dei diversamente abili. Prof. Roberto Franchini, docente all’Università Cattolica di Brescia, ha catturato la platea con un’esposizione fresca e coinvolgente, in cui ha sottolineato l’esigenza della spiritualità come ambito per l’integrazione della persona. Un relazione concettualmente importante, che ha ribadito a necessità di formazione, di istruzione, di evangelizzazione. Ha sentenziato Franchini: I catechisti hanno ancora bisogno di essere catechizzati, perché imparino ad amare. Inoltre, un aspetto che è stato fortemente ribadito è l’educazione alla bellezza e allo stupore. Le persone con una diversa abilità sono estremamente sensibili al tema della bellezza e dell’arte.

catechisti arborea 2

Le testimonianze hanno evidenziato quest’importante valore. Occorre lasciare i nostri catechizzandi senza parole, educarli allo stupore, abituarli alla meraviglia. L’Arcivescovo di Oristano ha voluto sottolineare questo aspetto durante l’omelia nella celebrazione eucaristica conclusiva: Tutti siamo diversi. I relatori che si sono susseguiti durante la giornata ci hanno permesso di approfondire la nostra riflessione, stimolare un nuovo atteggiamento e aiutarci tutti ad allargare l’orizzonte dove l’incontro, la relazione specialmente con i piccoli e con coloro che presentano diversità e disabilità si incammina decisamente verso la prospettiva dell’accoglienza e della integrazione. Una giornata da ricordare e da segnare nel cammino della catechesi regionale

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