Lunedì, 19 Gennaio 2026

 

Si celebrerà il 5 febbraio la Giornata Nazionale contro lo spreco alimentare per sensibilizzare giovani, adulti e famiglie al rispetto del cibo. Si calcola che in Italia, durante le feste dell’ultimo Natale, 575 mila tonnellate di cibo sia finito nel contenitore dei rifiuti.

di Franca Mulas

Tradotto in soldi, significa che sono andati in fumo 9,6 miliardi di euro, che con le opportune divisioni, diventano circa 92 euro a famiglia di soldi buttati al macero. A renderlo noto è Eurostat, l’Ufficio statistico dell’Unione Europea, che raccoglie ed elabora i dati che provengono dai Paesi membri dell’UE. Lo spreco alimentare è una mancanza di rispetto verso tutte quelle aree del mondo i cui abitanti non hanno né acqua né cibo.

La loro povertà estrema non pone solo una questione economica ma anche etica, su cui sarebbe necessario riflettere. La tematica è importante, se si considera che il cibo sprecato potrebbe essere utilizzato per nutrire chi ne ha bisogno. In realtà, ciò, un po’ avviene attraverso le cosiddette Food bank, le banche del cibo che, operando senza scopo di lucro, recuperano il cibo non consumato e lo distribuiscono alle persone indigenti.

Un argine allo spreco alimentare arriva dal buon cuore di molti ristoranti solidali che preparano le pietanze con ingredienti che altrimenti verrebbero buttati, e in un secondo tempo fanno pervenire il cibo ai poveri. Ci sono, inoltre, i cosiddetti progetti di recupero alimentare. In questo caso alcune associazioni di volontariato entrano in contatto con le aziende agricole e raccolgono i prodotti che, pur non potendo essere venduti nelle varie filiere commerciali, sono mangiabili.

Tutto questo, seppur importante, non basta ad arginare la problematica. Bisogna evitare che tanto cibo venga sprecato agendo anche in un’ottica di salvaguardia dell’ambiente e di controllo delle emissioni globali di CO2, attraverso la prevenzione che educhi la gente a non buttare via il cibo.

Se si vuole combattere veramente lo spreco alimentare e il danno che ne consegue, l’ideale sarebbe agire su più fronti. Per esempio, attraverso, campagne di sensibilizzazione nei Media tradizionali e nei Social per educare le persone a una gestione più consapevole del cibo.

Un altro canale potrebbe essere quello di sensibilizzare nelle scuole, bambini e ragazzi sull’importanza che rivestono il fatto di non sprecare il cibo e il riutilizzo degli avanzi. Altro canale per informare adulti e famiglie includerebbe seminari su come fare la spesa in modo consapevole, pianificare i pasti e conservare gli alimenti correttamente.

Va ricordato che lo spreco alimentare non è presente soltanto durante le feste natalizie, ma è ben distribuito durante tutto l’arco dell’anno. Secondo i dati forniti dal rapporto internazionale Waste Watcher, il primo Osservatorio nazionale sugli sprechi, fino al mese di agosto 2024 lo spreco alimentare in Italia è cresciuto del 45,6%.

Nello specifico, fanno sapere gli esperti, fino a quella data, ogni settimana, in Italia sono stati gettati via 683,3 grammi di cibo pro capite; erano 469,4 nello stesso periodo del 2023. Il rapporto stilato da Waste Watcher, era stato presentato il 29 settembre 2024, in occasione della Giornata mondiale sulla consapevolezza degli sprechi alimentari.

Il rilevamento mostra, tra le altre cose che, a sprecare sono soprattutto le famiglie senza figli, con una percentuale del +6%; mentre le famiglie con figli registrano un -17 %; infine, lo spreco maggiore di cibo avviene nei comuni di media grandezza.


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