Lunedì, 15 Dicembre 2025

 

I nonni: invitati in tutte le scuole nel giorno che li celebra, per ricordare il ruolo che hanno nella vita di ciascuno e in particolare in quella dei nipotini e delle nipotine. Si tratta di una ricorrenza civile istituita dal Parlamento italiano con la legge n. 159 del 31 luglio 2005. 

* Daniela Dalia, insegnante

Al via, dunque, filastrocche, canzoncine, ritratti e dolci da fare insieme. La scelta della data, 2 ottobre, combacia con il ricordo liturgico degli Angeli custodi nel calendario cattolico. Angeli: custodi della memoria, dell’affetto, delle buone maniere, delle gioie, della fatica di ogni giorno, del tempo che si fa lento nelle storie di ieri raccontate con gli occhi lucidi, nel ricordo di mille e più vite passate ma non finite, che diventano più essenziali che mai.

Nei meandri della memoria cercano le parole, ponti del loro pensiero, per non perdere i preziosi ricordi da raccontare ai piccoli che guardano o ascoltano e basta, a volte divertiti, gioiosi e felici di avere vicino, a scuola, nella propria aula, nonno e nonna. E raccontano con pazienza infinita dei giorni passati e dei giochi fatti, dei sogni raggiunti e di quelli ancora da realizzare.

Insegnano e segnano il passo, rassicurano e accolgono accettando persino i rimproveri di mamma e papà quando dicono e vietano o indirizzano le loro azioni. I nonni li ascoltano e li guardano. Sorridono pensando a quanta strada ancora devono fare i genitori per conquistare la saggezza che il tempo ha già regalato loro. Dicono che essere diventati nonni ha cambiato completamente la prospettiva dell’essere stati genitori. È tutt’altra cosa.

I genitori non sanno ancora quanto il tempo voli via in fretta e tra una pappa e l’altra, notti insonni e sveglie che suonano impietose, si barcamenano per andare a lavorare, in fretta, e intanto affidano i piccoli a baby sitter o asili nido: ma i più fortunati arrivano lì, fra le braccia calde e accoglienti dei nonni che li prendono in custodia senza nulla chiedere in cambio se non di continuare ad averne cura.

Sempre e senza fretta perché la vita, loro, l’hanno imparato, è tutta da assaporare, attimo dopo attimo senza sprecar via nulla. Custodi, dunque, del tempo e dei segreti che il tempo ha regalato e che loro custodiscono e tramandano. La scuo0la li chiama e loro arrivano numerosi e delicati. Nello sguardo si intravedono i ricordi passati, le fatiche e le gioie che hanno vissuto.

Scelgono le parole con cura per farle arrivare al cuore di ogni bambino e bambina. E quando arrivano, l’abbraccio si fa grande e diventa gratitudine perché la loro presenza ha arricchito anche quest’anno, in questo giorno, ogni scuola dando valore e significato all’esperienza di tutti coloro che la scuola la vivono ogni giorno, insegnanti, alunni, alunne e dirigenti.

Certo è che oggi ognuno ha imparato un altro po' di vita, di quella che non si legge sui libri e non si trova sui social media. I ricordi e i racconti riempiono le aule e i corridoi delle scuole divenendo preziose gemme che si imprimono nella memoria. I nonni e le nonne ci passano accanto con il passo lento, la calma consapevole e lo sguardo lucido. Una carezza per l’anima. Sì, oggi è stata una mattinata meravigliosa.



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