Arriva puntuale la riapertura delle scuole, un tempo ricco di promesse e impegni, in cui tutto si deve ancora compiere e tutto appare possibile.
* di Maria Giovanna Pilloni
Il nuovo anno scolastico si presenta non come un semplice ritorno nelle aule dopo la pausa estiva ma come un punto di svolta per la Scuola italiana, che vedrà l’attuazione delle norme approvate nel corso del 2025 (principalmente la nuova Maturità e il divieto degli smartphone alle superiori) e di preparazione ad altri cambiamenti che entreranno in vigore dal 2026-27 (le nuove indicazioni nazionali per la Scuola primaria e secondaria di primo grado).
L'esame di stato
In particolare per quanto riguarda il nuovo Esame di Stato, il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto-legge che introduce misure urgenti per la riforma dell’Esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione che torna ufficialmente a chiamarsi esame di maturità. La modifica, inserita all’art. 1 del provvedimento, non è riferita solo alla denominazione, ma soprattutto alle finalità della prova: il momento conclusivo della Scuola secondaria di secondo grado è descritto come la verifica delle conoscenze, abilità e competenze acquisite in ciascun indirizzo di studio, con particolare attenzione alla maturazione personale, all’autonomia e alla responsabilità degli studenti. L’esame svolge anche una funzione orientativa, utile a sostenere scelte consapevoli sia per il proseguimento degli studi universitari che per l’ingresso nel mondo del lavoro. Si riconosce importanza alle attività di formazione scuola-lavoro, allo sviluppo delle competenze digitali e all’insegnamento dell’educazione civica, che entrano a pieno titolo nella valutazione finale.

La composizione delle commissioni
Altra novità riguarda la composizione delle commissioni: si passa da sette a cinque commissari d’esame, due commissari interni, due esterni e il presidente di commissione; dal 2026 sarà garantito un incremento permanente di 10 milioni di euro per la formazione specifica dei docenti commissari, mentre dalla sessione 2026-2027 la partecipazione a tale formazione costituirà titolo preferenziale per la nomina. Viene introdotto anche il principio secondo cui l’esame risulta validamente sostenuto solo se lo studente affronta tutte le prove previste: la prima, la seconda e, per alcuni indirizzi, una eventuale terza prova scritta. Restano confermati il colloquio orale e il riferimento al curriculum dello studente, mentre ogni anno un decreto del Ministro stabilirà le discipline della seconda prova e le quattro materie su cui verterà il colloquio. Il decreto mette fine alla possibilità, emersa negli ultimi tempi, di superare l’esame senza sostenere l’orale: chi rifiuterà il colloquio e farà scena muta, verrà considerato bocciato in quanto il superamento della Maturità sarà valido solo con il completamento di tutte le prove.
I test Invalsi e gli esami integrativi
Altre due novità riguarderanno i risultati Invalsi e gli esami integrativi: i livelli di apprendimento conseguiti nelle Prove Nazionali saranno indicati in una sezione specifica in forma descrittiva al termine dell’esame di maturità; gli studenti che desiderano cambiare indirizzo di studio a partire dal terzo anno, dovranno affrontare esami integrativi da svolgere in un’unica sessione, prima dell’inizio delle attività didattiche.
L'uso dei cellulari
Riguardo il divieto dell’uso del cellulare a scuola, facendo seguito agli studi più recenti condotti da OCSE, OMS e Istituto Superiore di Sanità che hanno messo in evidenza che l’uso eccessivo dello smartphone da parte degli adolescenti riduce la capacità di concentrazione e di apprendimento (incidendo negativamente sui risultati scolastici e sulla socialità), con la Disposizione Ministeriale del 16 giugno 2025, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha stabilito che, a partire dal 1° settembre 2025, in tutte le scuole secondarie di secondo grado sarà vietato l’uso dei telefoni cellulari e dei dispositivi elettronici personali durante l’orario scolastico. La misura, già in vigore per i gradi scolastici inferiori, viene ora applicata anche agli istituti secondari di secondo grado, affidando alle singole istituzioni scolastiche l’autonomia decisionale riguardo alle modalità di implementazione del divieto. Ogni istituto dovrà stabilire autonomamente le sanzioni da applicare in caso di trasgressione e i metodi più appropriati per la custodia dei dispositivi mobili durante l’orario scolastico. Pertanto, all’avvio del nuovo anno, gli organi collegiali (Collegio dei Docenti e Consiglio di Istituto) saranno impegnati nell'elaborare e deliberare l’adeguamento del Regolamento di Istituto e delle relative sanzioni disciplinari, le integrazioni al Patto Educativo di Corresponsabilità e le modalità concrete di applicazione del divieto ministeriale.

Il voto di condotta
Dal corrente anno scolastico, sarà necessario anche fare maggiore attenzione al voto di condotta per evitare una valutazione insufficiente: un 5 in condotta può comportare la bocciatura anche se le altre discipline saranno state valutate positivamente. Se a giugno si arriva con un 6 in condotta, l’ammissione all’anno successivo sarà sospesa. Per essere promossi, gli studenti dovranno scrivere e presentare al Consiglio di classe un elaborato di cittadinanza attiva che rifletta sul rispetto delle regole; lo stesso percorso sarà richiesto agli studenti sanzionati per più di due giorni durante l’anno. Il Ministero non ha ancora definito i criteri della prova, ma è probabile che consisterà in un test che obblighi lo studente a riflettere sulle proprie condotte devianti. Quali saranno i criteri? Saranno stabiliti, come sempre, dagli organi collegiali e dai singoli Consigli di classe.
Bullismo, molestie e violenza
Il Ministero ha inoltre indicato alcuni comportamenti che, dal prossimo anno, dovranno essere puniti in modo più severo: bullismo e cyberbullismo, molestie online, atti di violenza fisica e verbale in aula, sia nei confronti di compagni sia di docenti. Oltre al voto in condotta, la riforma rivede anche il funzionamento delle sospensioni, che da semplice allontanamento dalle lezioni in ottica punitiva, mirano a diventare un’occasione di crescita personale educativa grazie ad attività di approfondimento sulle conseguenze dei propri comportamenti o lo svolgimento di attività di cittadinanza solidale presso enti o associazione individuati dalle scuole.
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