Martedì, 18 Giugno 2024

 

In un mondo complesso e competitivo come quello odierno, avere una buona dose di autostima e sicurezza di sé aiuta ad affrontare meglio ostacoli, problemi e difficoltà.

 di Franca Mulas


Per autostima si intende la consapevolezza di poter contare su sé stessi in quanto persone degne di valore. L'autostima, intesa come valore percepito, si costruisce nel tempo a partire dalla prima infanzia e dalla percezione del proprio vissuto. Affinché ciò si realizzi appieno, occorre crescere in una famiglia dove i genitori sono stati capaci di dare affetto e comprensione. L'autostima del bambino e dell'adolescente, infatti, si sviluppa in un clima amorevole e accogliente, di accettazione e non di squalifica. L'ascolto ha un ruolo importante, e per questo occorre saper ascoltare il minore con attenzione, tenendo conto del fatto che il suo parere conta. Ciò fa sentire il bambino o l'adolescente sicuro di sé, e di conseguenza ne nutre l'autostima con il risultato che, a giovarne è la fiducia in sé stesso.

Abbiamo approfondito la tematica con Rinella Secci, pedagogista, operatore sociale e consulente presso i consultori familiari diocesani di Oristano e San Gavino.

In un mondo competitivo, come quello odierno, avere una buona autostima aiuta a far fronte alle pressioni, agli ostacoli, alle difficoltà?
L’autostima al giorno d’oggi è molto importante nella vita e per il successo delle nostre azioni. Il modo in cui ci percepiamo e valutiamo influenza senza ombra di dubbio le nostre prestazioni e la fiducia in noi stessi. L’autostima proviene dalla cura di sé e da un processo di lavoro interiore di auto riflessione. Essa è correlata alla fiducia in sé stessi: se la persona crede nelle sue possibilità, si sente più sicura e motivata nell’affrontare nuove situazioni, fissare validi obiettivi e fare di tutto per raggiungerli. Le persone con un buon livello di autostima hanno meno probabilità di sperimentare alti livelli d’ansia, stress e depressione, in quanto la fiducia in sé stessi influisce sulla vita quotidiana.

È nell’infanzia che si costruisce l’autostima?
I primi anni di vita sono fondamentali nella costruzione dell’autostima nel bambino. Fin dalla prima infanzia, il bambino che si sente amato e rispettato svilupperà una maggiore considerazione di sé e si sentirà più sicuro. Il bambino va riconosciuto fin dai suoi primi anni di vita come una persona che esiste e ha bisogno di cure e attenzioni. È importante il riconoscimento del suo valore come persona.

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Quanto, e perché, è importante aiutare i figli a svilupparla?
Il ruolo del genitore è fondamentale e, come punto di riferimento, influenza tutte le percezioni del bambino in relazione al mondo esterno. Un bambino consapevole di saper fare e di poter realizzare successi, imparerà ad affrontare le nuove situazioni e le nuove sfide, senza arrendersi alle difficoltà. Un genitore che incoraggia e che si complimenta con il proprio figlio, spiegandone anche i motivi, offre al bambino la spinta a fare sempre meglio, a credere in sé stesso, a prendere decisioni, a risolvere i problemi e a sviluppare la propria autonomia.

Che consigli dare ai genitori che hanno ragazzi adolescenti?
La cura dell’autostima è importante nella crescita serena degli adolescenti, che basano i loro successi sulla convinzione di essere persone in gamba che riusciranno nelle sfide della vita. Ancora più importante lo è in situazioni problematiche: capita che alcuni ragazzi con un’autostima poco sviluppata si aspettino fallimenti dalle loro prestazioni perché magari il loro vissuto li spinge a ricordare e a dare più valore ai fallimenti piuttosto che ai successi ottenuti. I genitori possono fare tanto per assicurarsi che i loro figli abbiano la percezione dei loro successi, è fondamentale ricordare loro le conquiste e le strategie che hanno usato per raggiungere determinati risultati, sottolineando le cose positive e parlando degli errori concreti, facendo capire loro che sono inevitabili e normali nella vita di ciascun individuo.

Quanto è importante amare il proprio figlio nel modo giusto e cosa significa amare nel modo giusto?
Amare il proprio figlio significa accoglierlo per come è in modo incondizionato. Tutto dipende dai messaggi verbali e non verbali che riceve dai genitori e da tutte le figure di riferimento. Questi messaggi confermano in lui la convinzione di poter affrontare la vita e le situazioni difficili a essa legate. Il messaggio importante che porterà con sé per sempre, è di essere meritevole di amore e rispetto in qualsiasi situazione. L’amore e il rispetto che il figlio riceve, la conoscenza delle proprie qualità e dei propri limiti, offre ai bambini la capacità di credere in sé stessi, sviluppando una visione positiva del mondo che li circonda e delle opportunità che possono cogliere. Se misuriamo le azioni dei nostri figli in base alle loro attitudini e capacità reali, rispettando il ritmo della loro naturale evoluzione come persone, senza idealizzarli in base alle nostre aspettative, diamo loro la possibilità di emergere, di sentirsi soddisfatti di sé stessi. Quante volte i bambini vengono considerati non all’altezza da genitori che li vorrebbero campioni in uno sport che detestano: in questo modo non solo subiscono dolorose umiliazioni, ma perdono anche l’opportunità di fare qualcosa che li appassiona.

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Quali sono i segnali della mancanza di autostima in un adulto?
Un adulto che non ha autostima, è un adulto che ha difficoltà ad affrontare la vita quotidiana. È una persona che, spesso, davanti a una difficoltà si ferma e si demoralizza. Presenta difficoltà a trovare soluzioni, perché già convinto in partenza di non potercela fare. Sviluppa problemi di relazione tendendo all’isolamento, e nei casi più gravi, cadendo nella depressione. Ciò accade perché porta con sé il convincimento di non riuscire a fare niente nel modo corretto e di sbagliare sempre e in ogni caso.

È possibile accrescere la propria autostima anche da adulti?
Tutti noi viviamo momenti difficili nel corso della nostra vita. Varie possono essere le cause e i momenti in cui ci sentiamo demoralizzati e incapaci. Se i momenti di bassa autostima sono passeggeri, si troverà probabilmente una soluzione a breve termine; quando, però, si riscontra un problema di fondo legato a mancanze o squalifiche vissute nel corso dell’età dello sviluppo, allora è possibile lavorare su stessi prendendo in considerazione la possibilità di affrontare il problema con un consulente esperto nella relazione d’aiuto.

Cosa può fare a riguardo la consulenza familiare?
La consulenza familiare ha un ruolo fondamentale nella gestione e nel lavoro che l’individuo può fare nel recupero della propria autostima: è importante accettare che non siamo perfetti e che dobbiamo imparare a lavorare su noi stessi con tempo e pazienza. La consulenza ci aiuta a riflettere sulle nostre difficoltà prendendo coscienza dei nostri limiti, nutre il dialogo interno, spingendoci alla riflessione e alla ricerca di soluzioni che ci aiutino a prendere consapevolezza del nostro valore. Stimola il confronto e la ricerca del nostro io interiore e delle cause che ci portano ad avere difficoltà, cause che spesso hanno origini lontane nel tempo, anche legate alle figure di riferimento.


 

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