Venerdì, 27 Maggio 2022

 

Non giocarti la vita è lo slogan della campagna di contrasto al gioco d’azzardo patologico organizzata dalla Regione Autonoma della Sardegna e dall’ATS Sardegna.

a cura di Eleonora Sanna


Per gioco d’azzardo si intende qualsiasi gioco che preveda l’utilizzo di denaro o altri oggetti di valore, in cui la vincita e la perdita dipendono esclusivamente o prevalentemente dal caso. Un comportamento di gioco può evolvere dalla normalità alla patologia, passando da una modalità di svago occasionale e sociale, in cui si stabilisce di investire una somma predeterminata di denaro e si gioca per diletto, a una modalità più problematica che prevede di inseguire a tutti i costi la vincita, in cui il ricorso al comportamento di gioco aumenta di frequenza e di intensità e i rischi legati al gioco vengono percepiti dal giocatore in minore misura. Infine si può arrivare a un disturbo vero e proprio con un progressivo coinvolgimento della persona nell’attività di gioco, una fruizione del gioco quotidiana o intensiva, con conseguenze negative per l’individuo dal punto di vista sia sanitario che sociale.

Da un’indagine condotta dall’Istituto Superiore di Sanità emerge che in Italia coloro che hanno giocato almeno una volta d’azzardo nei 12 mesi precedenti l’indagine sono oltre 18 milioni, il 36.4% della popolazione maggiorenne. Prevalgono gli uomini rispetto alle donne e si gioca d’azzardo soprattutto tra i 40 e i 64 anni, anche se si inizia molto prima, in genere tra i 18 e i 25 anni. Un milione e mezzo di questi giocatori ha un profilo problematico, cioè fa fatica a gestire il tempo da dedicare al gioco e ha difficoltà a controllare quanto spende, con possibili ripercussioni sulla vita personale e familiare. Anche in questo caso sono di più gli uomini rispetto alle donne.

L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha presentato l’11 settembre 2020 il Libro Blu che riporta i dati principali sul mercato del gioco d’azzardo legale in Italia. Il volume di denaro giocato nel territorio nazionale è aumentato del 3,5%, attestandosi sul valore di 110 miliardi e 540 milioni di euro. La Raccolta pro capite, calcolata sulla popolazione maggiorenne residente in Italia censita dall’ISTAT, è pari a circa 2.180 euro all’anno. Per quanto riguarda il dato della Sardegna, nel triennio dal 2017 al 2019 l’ammontare complessivo delle puntate su rete fisica effettuate dalla collettività dei giocatori è in media di 1 miliardo e 640 milioni di euro l’anno, con una spesa pro capite nel 2019 di 1.154,00 euro, sotto la media nazionale (escluso il gioco online).

Visto l’impatto economico-sociale di questo fenomeno, risulta di fondamentale importanza conoscere quali possano essere i campanelli d’allarme che indichino il passaggio da un gioco ricreativo a uno problematico e patologico. Tali segni e sintomi riguardano diversi ambiti: l’area del gioco (aumento del numero degli accessi e della frequenza delle giocate, aumento del denaro e del tempo impiegati), l’area del comportamento (peggioramento delle prestazioni lavorative o scolastiche, diminuzione dell’appetito, disturbi del sonno, tendenza a isolarsi e a trascurare la compagnia e le responsabilità familiari, con frequenti menzogne sul gioco), l’area dell’umore (cambiamenti d’umore con tristezza e facile irritabilità, disperazione, ansia e preoccupazioni, perdita dei propri interessi, impulsività) e l’area economica e legale (diminuzione del denaro disponibile, vendita dei propri beni di valore, omessi pagamenti di spese ordinarie, movimenti non giustificati sul conto corrente, indebitamento, reati quali furti domestici e non).

Quando la persona arriva a una fase critica, in cui inizia a percepire il bisogno di essere aiutata, talvolta sotto la spinta dei familiari, può rivolgersi al proprio medico di medicina generale, che lo indirizzerà ai Servizi specializzati presenti su tutto il territorio regionale e afferenti al Dipartimento di Salute Mentale e delle Dipendenze (DSMD) della Azienda Tutela Salute (ATS) Sardegna. Una diagnosi precoce e un trattamento specialistico, unitamente a un adeguato supporto sociale, consentono la guarigione dal disturbo, come emerge anche dai dati del Dipartimento delle Politiche Antidroga.

Dal 2019 è attivo il Piano Regionale Gioco d’Azzardo Patologico, un progetto che nasce in ottemperanza alle disposizioni del Ministero della Salute per il contrasto alla diffusione del fenomeno del gioco d’azzardo patologico. Si tratta di un Progetto che trova il suo coordinamento presso il Centro per il Trattamento dei Disturbi Psichiatrici Correlati ad Alcol e Gioco d’Azzardo del DSM-D Zona Sud diretto dalla Dott.ssa Graziella Boi e la sua applicazione si estende a tutto il territorio regionale. Dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 16, è attivo il Numero gratuito 800760077 di supporto per i giocatori e le famiglie in difficoltà.

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