Lunedì, 14 Giugno 2021

Un sondaggio fotografa stati d’animo e comportamenti degli anziani in epoca di pandemia da coronavirus. A condurlo è stata la società Senior Italia FederAnziani, che ha analizzato un campione di persone oltre i 65 anni di età.

L’analisi dei dati mostra come le restrizioni alle libertà attuate in Italia dai governi sin dall’inizio della pandemia abbiano segnato la vita di tanti anziani: il 57% ha finito col condurre la propria vita in un lockdown continuo, riducendo o spesso annullando la propria vita sociale.

I divieti non hanno però impedito agli over 65 di rinunciare a comunicare con parenti e amici. Il 70,5% della popolazione anziana intervistata lo ha continuato a fare utilizzando il telefono per scambiarsi saluti e impressioni; il 63% è ricorso alla messaggistica utilizzando WhatsApp; un buon 43% ha comunicato tramite video chiamata; l’11,2% è ricorso ai social network e il 10% alla posta elettronica.

Dal campione intervistato, il 47,9% degli anziani non ha rinunciato a vedere figli e nipoti di persona, adottando le necessarie precauzioni. Ciò che colpisce, analizzando il sondaggio, è la percentuale degli anziani impauriti dal coronavirus: più dell’80 % ha terrore di contrarre il covid e il 19,8 % teme di poter morire. Il 38,6% del campione intervistato ha paura di essere infettato dai propri familiari, o di infettare un familiare; il 34,7 % teme di finire in ospedale; il 36,4 % ha paura di essere intubato. La paura di morire senza il conforto dei familiari spaventa il 30,1% delle persone che hanno risposto alle domande.

Ansia, paura, depressione coinvolgono un buon 42% delle persone che hanno partecipato all’indagine. La Società Senior FederAnziani, che ha eseguito il sondaggio, illustra come il 65,3 % degli anziani sia affetto da malattie croniche, in modo particolare un buon 43,7% degli intervistati è affetto da patologie cardiovascolari. Il campione evidenzia come sia stato difficoltoso per gli anziani accedere alle visite specialistiche: solo il 19,5% è riuscito farsi visitare; il 35% ha fatto le visite con tante difficoltà; l’11% non è riuscito ad accedere alla visita specialistica e l’8% era ancora in attesa di essere richiamato. A ben guardare questi numeri e queste percentuali vien da sé riconoscere come il contraccolpo della pandemia sia stato pesante per le persone più fragili, in questo caso per gli anziani.

Certo, è anche opportuno ipotizzare che il quadro dei disagi e delle difficoltà non sia lo stesso per tutti gli anziani. Molto, infatti, potrebbe dipendere dalle condizioni economiche e socio-culturali in cui le persone versano, dalla capacità di essere più o meno resilienti, ma anche dai luoghi in cui esse vivono. Possiamo ipotizzare che la vita di un anziano che abita in un condominio di una grande città, possa essere più incline al disagio e alla solitudine rispetto a quella di un anziano che ha la fortuna di vivere in un piccolo paese o in una città di provincia, magari abitando in una casa con giardino.

Altro dato emerso dal sondaggio di Senior FederAnziani interessa i canali di informazione a cui gli anziani si sono rivolti per conoscere i comportamenti da adottare durante la pandemia. Per un buon 44% degli ultrasessantacinquenni, le principali fonti di informazione sono TV, radio e giornali; altri invece si sono informati tramite il medico di base, oppure sentendo familiari e amici. Infine è curioso osservare come il 72% delle persone anziane riponga fiducia nelle decisioni e nelle misure adottate dai governi, atte a contenere la diffusione del virus.

A cura di Franca Mulas

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