Mercoledì, 03 Marzo 2021

In questo tempo malinconico e confuso, scandito da lunghe giornate solitarie, una passeggiata fuori paese è un momento di serenità ma anche di scoperte impreviste.
Uscendo da Isili, se dalla S.S.128 si prende la deviazione verso la vecchia strada della Colonia Penale, si scorgono in lontananza due edifici: una stazione e una casa cantoniera che, a differenza di quelle disseminate lungo le linee ferroviarie dismesse e ormai in rovina, sono state recentemente restaurate con un ambizioso progetto di valorizzazione turistica del territorio.

Sono due edifici dalla struttura architettonica semplice ma elegante che, poste là dove il fiume si trasforma nel lago Is Borroccus, attirano l’attenzione e incuriosiscono: Perché una stazione si trova a circa 5 Km dal paese e perché la casa cantoniera che quasi la affianca ha quelle dimensioni? Questi edifici hanno una storia legata a un progetto di sviluppo della rete ferroviaria sarda.

Questa stazione venne costruita nel primo decennio del ‘900 dalle Ferrovie Complementari Sarde, lungo la linea ferroviaria Cagliari-Sorgono che era gestita da un’altra società, le Strade Ferrate Secondarie della Sardegna, per essere il punto di snodo di un nuovo tratto ferroviario Isili-Villacidro che avrebbe collegato la Barbagia e il Sarcidano col Campidano e con la rete della Compagnia Reale delle Ferrovie Sarde. Un’unica stazione e un’unica casa cantoniera per due diverse compagnie ferroviarie giustificano le dimensioni insolite di quest’ultima.

Queste linee ferroviarie interne erano costruite nella modalità a scartamento ridotto ossia con una distanza fra un binario e l’altro di 950 mm, modalità che consentiva di risparmiare nelle spese di costruzione e di affrontare più agilmente l’aspra morfologia delle zone interne, ma comportava una riduzione della velocità e il conseguente allungamento dei tempi di percorrenza.

La linea Isili –Villacidro e la stazione Sarcidano, furono progettate da due famosi architetti sardi Dionigi e Stanislao Scano e dall’ingegnere Gracco Tronci. Venne inaugurata il 21 giugno del 1915 e i primi treni che la percorsero furono quelli che trasportavano i soldati destinati al fronte. La linea Isili -Villacidro restò in funzione fino al 1956 anno in cui, insieme a tante altre, fu dismessa per essere sostituita da una autolinea.

Percorrendo lo stretto pontile che attraversa il lago a valle si arriva allo spiazzo antistante i due edifici: qui si possono vedere le tracce di quando la stazione era in funzione. Il binario di snodo verso Villacidro, il deposito per il rifornimento dell’acqua alle locomotive a vapore, gli attrezzi da lavoro arrugginiti. Intorno alla casa cantoniera numerosi alberi da frutto, un pollaio, le tracce di un piccolo orto ci aiutano a ricostruire la vita quotidiana di coloro che vi abitavano. Un microcosmo dove lavoro e vita familiare erano un unicum; quello del cantoniere era un lavoro totalizzante, egli doveva occuparsi della manutenzione e della sicurezza di un tratto di linea, cercare di prevenire i potenziali incendi innescati dalle locomotive a vapore, rimuovere eventuali ostacoli lungo la linea, ininterrottamente: senza giorni festivi, ferie, le assenze erano a suo carico. In cambio egli aveva la certezza di un alloggio e di un salario che non sempre era sufficiente a mantenere con dignità una famiglia numerosa quali erano in quei tempi le famiglie dei cantonieri. La vita nella casa cantoniera era una vita di autosufficienza e di solitudine.

I contatti col paese erano difficoltosi, anche la frequenza della scuola per i loro figli, quando possibile, era un’avventura quotidiana. Gli stessi spazi abitativi erano ridotti, la casa cantoniera era costruita su due piani, al piano terra c’erano la cucina ed un locale deposito, al piano superiore una o due camere da letto. Questi edifici hanno ormai terminato la loro funzione, alcuni sono stati venduti a privati, altri sono dei ruderi sparsi in aperta campagna, e presto la loro esistenza scomparirà dalla memoria storica.

La stazione Sarcidano e la sua casa cantoniera potranno riavere una nuova vita; se sarà possibile trasformarle in un piccolo museo di storia ferroviaria potranno raccontare una storia di lavoro e di vita quotidiana a chi se le troverà davanti durante una passeggiata lungo il lago Is Borroccus.

Maria Bonaria Mura, Presidente UNITRE Isili

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