Domenica, 23 Settembre 2018

dipendenze Beatrice Sanna 

Quando il gioco si fa duro, un convegno ad Abbasanta per parlare di solitudine, gioco d'azzardo, dipendenza da alcol e droghe. Qual è la situazione nella provincia di Oristano? Come si fa a uscirne? Lo abbiamo chiesto agli esperti

a cura di Luciana Putzolu

Poker, lotto, Gratta e Vinci, Bingo, newlot sono solo alcuni dei giochi d’azzardo. A portata di mano, contano un fatturato incredibile, ma sempre di più sono una trappola infernale per donne e uomini anche molto giovani.

Il gioco d’azzardo patologico (GAP), una nuova droga insieme all’alcool. Entrambe le dipendenze sono sottovalutate. Il gioco è incentivato anche dallo stato che dovrebbe essere il custode del benessere dei suoi cittadini. Numerosi i casi anche nei nostri paesi.

Su iniziativa del Comune e della Parrocchia di Abbasanta, il Dipartimento di Salute Mentale, centro per il trattamento dei Disturbi Psichiatrici correlati ad alcool e gioco d’azzardo patologico di Cagliari, ha organizzato il 19 Marzo scorso un convegno dal titolo “Quando il gioco si fa duro”.

Un’intera équipe, quella raccontata dalla dott.ssa Boi, al servizio di una folla di persone che si rivolgono al suo centro bisognose di aiuto. La metologia, ha sottolineato, è quella della condivisione, dell’ascolto professionale, libero da giudizio, fondato su informazioni corrette e su una relazione che favorisce la rinascita.

Il prof. Biggio, dell’Istituto di neuroscienze CNR di Cagliari ha spiegato i meccanismi neurobiologici comuni e complementari nelle dipendenze da gioco d’azzardo e alcool e , in particolare, ha fatto riflettere il pubblico sul ruolo che le nuove tecnologie esercitano nei giovani. I nativi digitali sono i più esposti ad un uso pericoloso di internet e del gioco d’azzardo on line perché molto più accessibili. I giovani sono categorie a rischio anche per il particolare sviluppo del cervello che favorisce la ricerca del piacere piuttosto che quella delle scelte ponderate.

La psicologa Maria Grazia Pani, presidente dell’associazione Cui prodest, ha illustrato la sua opera di affiancamento all’attività della dott.ssa Boi, in particolare con gli autori di reati, sia quelli della casa circondariale di Uta sia quelli in affidamento terapeutico al centro stesso.

Un convegno che ha ricordato varie priorità circa la prevenzione: favorire politiche sociali che mirino al benessere, stili di vita sani che, insieme alla famiglia e la scuola, possano prevenire il ricorso alle dipendenze di ogni tipo.

gioco dazzardo

 

Anche nella nostra provincia i dati sono allarmanti per tutte le dipendenze: ce l’ha confermato il dott. Massimo Migoni, intervenuto per ultimo al convegno. Psichiatra del ser.T di Oristano ha accettato di rispondere ad alcune domande:

Com’è cambiato in questi anni il mondo delle dipendenze?

In questi non pochi anni di esistenza, il SER.T prima e SerD ora (servizi pubblici per le dipendenze) di Oristano è cambiato per la tipologia dei pazienti, per la loro età e anche per le risposte che ha imparato a dare. Si è passati da un servizio per le “tossicodipendenze” che doveva dispensare il metadone al servizio per le “dipendenze”, tutte.

Il Ser.T nasce negli anni delle morti quotidiane per overdose, decessi quasi pari a quelli per aids o per cancro-cirrosi da epatite B. L’obiettivo era quello della guarigione definitiva e di percorsi “salvifici”o mediante lunghe permanenze in comunità terapeutiche o terapia con il metadone per arrivare ad una condizione libera da sostanze con l’aiuto di un farmaco. L’approccio è sempre stato il più umano possibile con l’obiettivo del minor danno per il paziente tossicodipendente. In questi anni abbiamo potenziato un atteggiamento di comprensione nei confronti del tossicodipendente.

La novità sconcertante è che oggi si rivolgono a noi gli adolescenti della scuola dell’obbligo. Una svolta epocale è rappresentata dalla comparsa delle dipendenze senza sostanze, non meno gravi e non meno dirompenti. Registriamo anche, dopo una parentesi ultra-decennale di uso dell’eroina senza iniezioni, il ritorno alla pratica del “ buco”. Bussano nuovi dipendenti da oppioidi usati come analgesici . Ci sono pazienti che fanno uso di sostanze apparentemente più innocue: la cannabis, la ketamina, gli acidi, sempre presenti, le designed drugs.

La Cannabis, anche quella non sintetica, è oggi 15 volte più potente di quella di 30 anni fa e lo sballo induce anche all’uso di eroina. Lo scenario attuale è anche quello di un uso ormai sdoganato di cocaina e soprattutto di alcol. Il nostro centro, dunque, si occupa di eroinomani e alcolisti e spende le proprie energie soprattutto per gli adolescenti. Il nostro servizio è anche di assistenza sociale alla povertà e alla disoccupazione. L’equipe professionale investe le sue forze su un lavoro di informazione e di prevenzione rivolto al territorio, alla scuola prima di tutto. La recente esplosiva comparsa del gioco d’azzardo patologico ha impresso una nuova accelerazione che non ci ha trovati impreparati. Da tempo avevamo capito che il problema non risiede nelle sostanze d’abuso o nell'esistenza di antidoti ma nella più profonda e complessa problematica umana.

Alleata della dipendenza è, sempre, purtroppo la solitudine: come vi prendete cura delle persone che si rivolgono a voi?

Il nostro lavoro nelle scuole, la terapia familiare, il supporto alla povertà e alla disoccupazione sono modalità indirette di aiuto. Ci facciamo carico della condizione umana. La persona dipendente prima che drogata, alcolizzata, ludopatica è un essere umano con una sua storia da accogliere. La nostra è prima di tutto la faticosa ricerca della relazione con l’obiettivo di aiutare a liberarsi dalla dipendenza vista come facile e illusoria via d’uscita da una vita di grande solitudine. Anche i gruppi di aiuto o auto-aiuto o i gruppi di accesso ai film o le sedute, a qualsiasi titolo, offerte dal Ser.D hanno questa filigrana.

I dati della dipendenza dal gioco d’azzardo sono in costante aumento: è possibile guarire?

Il GAP è una malattia, come tutte le altre dipendenze, quindi cronica recidivante e come tale, da un punto di vista medico, non guarirebbe mai. Può però giungere ad una fase di compenso o di remissione che duri per il resto della vita. Le persone affette da dipendenza devono mettere in conto che non c’è salute, benessere e longevità o condizione drug-free o temperanza senza un sacrificio, senza una scelta, senza una fatica almeno iniziale. Questo vale per tutte le dipendenze e anche per il gioco d’azzardo. La società ha il dovere di ridurre al minimo le occasioni, provvedere affinchè macchinette e spaccio di sostanze più o meno legali siano ridotte e siano promossi i comportamenti virtuosi.

Quali sono, secondo lei, i mezzi più efficaci per prevenire?

È centrale un fermo cambiamento dello stile di vita che metta al centro la persona e le sue relazioni. Occorre un recupero della qualità di aspetti che devo ricordare, da medico: il sonno, l’alimentazione corretta, l’attività motoria e lo sviluppo dei valori e della cultura mettendo famiglia e scuola come primi garanti dello stato di salute.

Per usufruire del vostro servizio che cosa bisogna fare?

Al nostro servizio si accede facilmente in via M. Pira ad Oristano, tutti i giorni, dalle 9,00 alle 13,00 e i martedì e giovedì dalle 15,00 alle 18,00.Il nostro numero è 0783 317539. L’accesso non è riservato solo alle persone che affrontano il problema, ma anche a parenti, amici o conoscenti. Il nostro servizio è rivolto a tutte le realtà che si occupino, in un modo o nell’altro, del problema delle dipendenze e del disagio giovanile: scuole, associazioni e parrocchie possono rivolgersi a noi per elaborare progetti di intervento sul territorio per la prevenzione e la cura.

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