Domenica, 23 Settembre 2018

 

Chi conosce e vive la Sardegna non ha dubbi su chi sia Giampiero Zampa Marras, che dal 1996 ha smesso i panni "civili" per vestire, estate e inverno, rigorosamente in abito sardo e berritta. È lui stesso a raccontarlo a Santa Giusta...

di Alberto Medda Costella

sabato 7 aprile 2018, in occasione della presentazione del libro a lui dedicato, scritto dall'avvocato occitano di lontane origini sarde Costanzo Anacleto Bàrmina: "Quando ho iniziato a indossarlo, in Sardegna esistevano solamente tre mastros de pannu che realizzavano l'abito tradizionale. Il primo periodo, quando circolavo a Sassari si formavano capannelli di 30,40,50 persone che mi fissavano. Devo dire che mi trovavo in grande imbarazzo. Mi sono detto: Zuanne meu, si tue mollas inoghe as perdiu. E ho continuato a uscire così. Ho usato una tattica, quattro giorni uscivo senza la berritta e tre giorni la mettevo. Peraltro utilizzo quella antica, lunga un metro. Si chiama berritta de duos fundos e non ha ingressi, chiusa da una parte e dall'altra. Si indossa come un turbante, forma due grandi bolle d'aria che garantiscono la coibentazione termica, freschissima d'estate e un tepore meraviglioso d'inverno".zampa marras giampiero santa giusta 2018 costella

Zampa Marras, storico esponente del Partito Sardo d'Azione prima e di Sardigna Natzione poi, è nato a Ozieri, ma si considera di Orani, paese materno. In quel periodo portò nel centro barbaricino tante persone desiderose di avere un abito sardo. Questa grande pubblicità portò così il suo amico Pietro Paolo Modolo a riprendere e sviluppare il lavoro di sarto che non gli dava più da vivere, tant’è che l’aveva lasciato per lavorare nelle locali cave di talco.

A introdurre Zampa Marras al Centro Civico del paese lagunare è Maria Marongiu, direttrice della casa editrice Alfa di Quartu Sant'Elena. Lo presenta come fill'e anima di Antoni Simon Mossa, il grande architetto, intellettuale poliedrico e poliglotta che parlava e scriveva in 18 lingue, era regista ed esperto di fotografia e suonava otto strumenti musicali. All'epoca, Simon Mossa era però noto anche per il suo attivismo politico come esponente del Partito Sardo d'Azione. Non a caso oggi è considerato un riferimento per tutto il mondo indipendentista dell'Isola. Se la sua figura è conosciuta e studiata, certamente gran parte del merito è dello stesso Marras, che ha raccontato l'uomo in tutti gli angoli di Sardegna.

A coadiuvare Maria Marongiu in questa presentazione anche il prof. Antonio Lepori, autore del vocabolario sardo-campidanese: “fino a quando non è arrivato Simon Mossa, il PSd'Az non aveva grandi elementi per distinguersi dagli altri partiti. Il recupero della lingua sarda, messa al centro come ripensamento dei sardi come comunità etnica, ha rappresentato certamente il principale impegno per l'intellettuale algherese. zampa marras libro barmina 2018Lo stesso Mario Melis, presidente della Regione Autonoma della Sardegna nell'82 e dall'84 all'89, non utilizzava il sardo. “Su sardu non fiat una bandera ma una cosa de cuai”.

Zampa Marras, 83 anni all'anagrafe ma venti di meno alla vista, costituì la scuola sarda proprio con Simon Mossa nel 1971, in un periodo in cui non era semplice parlare di lingua, storia e cultura sarda. Egli ha anche una sua idea di lingua sarda, quella giudicale, che considera elegante e in grado far esprimere un sardofono in tutti gli ambiti: “Ischire limbazos est sabidoria. Più lingue si conoscono e più ci si rapporta con il resto del mondo”.

Tra i suoi meriti la riscoperta, nel '73, dell'abito tradizionale di Sassari, al tempo osteggiato dagli stessi residenti e dall'allora direttore della Nuova Sardegna Aldo Cesaraccio, il quale riteneva impossibile che la città turritana ne possedesse uno. Dal 2005, grazie alla collaborazione con il liceo scientifico cittadino Marconi, è stato esibito nella varie manifestazioni. Della vita e dell'impegno per la Sardegna di Zampa Marras ci sarebbero ancora tantissimi altri aneddoti da raccontare. Per conoscerli si rimanda alla lettura del libro.

foto Alberto Medda Costella

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